Il Tirreno

Versilia

Comune-avvocati, lite continua

L’amministrazione difende regolamento e opposizione al decreto ingiuntivo

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PIETRASANTA. Rapporti sempre più tesi fra l'amministrazione Lombardi e i due avvocati del Comune, Marco Orzalesi e Massimo Dalle Luche. Nodi del contendere il decreto ingiuntivo fatto notificare al Comune dagli stessi avvocati, riguardante vecchie cause per un importo pari a 44mila euro e il nuovo regolamento dell'ufficio legale comunale. «Abbiamo ritenuto di non corrispondere i compensi richiesti, non ritenendo che ricorressero i presupposti fissati dai contratti collettivi di categoria e dal regolamento comunale dell'avvocatura civica - spiega in una nota l'amministrazione - nessuna relazione intercorre tra l'opposizione al decreto ingiuntivo proposta dal Comune e il nuovo regolamento dell'avvocatura civica: quest'ultimo si è reso necessario per allineare la normativa interna alle fonti giuridiche nazionali. Sul punto aveva già iniziato a lavorare il precedente segretario generale. Nuovo regolamento che è stato approvato dalla Giunta cui la legge attribuisce l'esclusiva competenza. Quanto affermato dai consiglieri di minoranza al riguardo, è sorprendente e contraddice con il comportamento tenuto dalla Giunta Mallegni, che per ben due volte ha adottato delibere di giunta per modificare lo stesso regolamento. Per quanto concerne i compensi dei legali, in modo errato e strumentale: non è vero che i compensi da corrispondere ai legali in caso di sentenze favorevoli all'ente siano pari a zero. Sono stati introdotti limiti massimi, che prima non erano previsti, in conformità ai pareri espressi dai soggetti competenti. Il parere negativo espresso dai legali - Orzalesi e Dalle Luche, ndr - sulla bozza di regolamento è stato del tutto generico e non idoneo a evidenziare eventuali specifiche criticità. Il parere espresso successivamente dal sindacato degli avvocati è puramente rivendicativo e contrasta con gli autorevoli indirizzi espressi dalle istituzioni sopra citate. Fra l'altro non risponde a verità neanche l'affermazione secondo la quale il Comune non avrebbe fatto niente dopo avere ricevuto il decreto ingiuntivo da parte di Arpat di un importo di alcune centinaia di migliaia di euro, in quanto, a seguito di trattative, è stata raggiunta una bozza di transazione. Fra l'altro, nell'ingiunzione Arpat, si parlava di debiti solo nominalmente riconducibili a Pietrasanta».(l.b.)

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