La manifestazione
Castello in rivolta: «Vogliamo i fatti»
Una cinquantina le persone isolate. Servirà un anno per avere una nuova strada
PIETRASANTA. L’umore di chi ha casa da queste parti è come il cielo che sembra sprofondare sul paese: nero pece. «Ci avevano detto, dal Comune che avrebbero sistemato, in qualche modo, le scalette che portano al borgo. Niente. Ci avevano detto ancora che avrebbero stabilizzato il piccolo parcheggio privato dove lasciamo in sosta le nostre auto per poi raggiungere le abitazioni a piedi. E anche in questo caso, niente. Hanno poi aggiunto che per ripristinare una viabilità normale ci vorrà un anno. Sarà vero? Al Comune chiediamo meno chiacchiere e più fatti».
Transenne, sassi, fango e un senso di precarietà che va ben oltre le due frane che cingono d’assedio Castello, località poco sopra Solaio dove «da tre settimane si vive un quotidiano di disagi. Sappiamo bene - dicono Sandra Berti, Paola Belluomini e Maria Grazia Gugliemi Darco, ma è il pensiero di tutto il paese dove risiedono una cinquantina di persone - che le problematiche non riguardano solo Castello, che a Vitoio la situazione è ancora peggiore, che soldi ce ne sono pochi e che intervenire non è semplice. Però mettere mano alle emergenze minori, ci sembra doveroso. Ad esempio, il percorso alternativo, ci riferiamo alle scalette già presenti e risistemate alla meglio dal Comune, che porta al paese e che siamo obbligati ad utilizzare la sera - il passaggio pedonale su tratto finale della strada principale del paese, già vietato alle auto, è infatti possibile dalle 6.45 del mattino alle 18 - è pericoloso: non c'è un corrimano, i gradoni sono instabili, sdrucciolevoli. Portare su la spesa, accompagnare i bambini o ancora muoversi per gli anziani è complicato. Lasciare l'auto e raggiungere casa impone un percorso a piedi di 10, 15 minuti, in salita. Chi ci amministra potrebbe cominciare a mettere in sicurezza il percorso alternativo».
Elio Genovesi guarda già oltre. «Serve un senso unico alternato, regolato da un semaforo, sulla strada principale. La strada non è mai stata consolidata nel tempo ed il risultato è che oggi, per la pioggia, la terra che si muove e tutto il resto, anche il solo camminarci sopra è rischioso». C'è chi invoca la realizzazione di una strada alternativa, «utilizziamo il percorso che rasenta la Villa di paese in alto». Chi ancora evidenzia le difficoltà di una famiglia «dove c'è una bambina con problemi di deambulazione: oggi che con l'auto non riescono a raggiungere casa, come possono accompagnarla a scuola o fuori dal borgo?». E chi sollecita il Comune «a non perdere altro tempo. Per anni abbiamo segnalato l'intasamento delle fossette laterali della strada, dell'acqua che non scorreva a causa di fogliame e materiale vario. Abbiamo visto qualche operaio solo dopo che sono venute giù le frane».
Nei giorni scorsi, sempre a Castello, si è fatto vedere per una verifica della situazione anche l’ex sindaco Massimo Mallegni accompagnato dal consigliere comunale Adamo Bernardi. Presenza, secondo alcune voci cittadine, definita come inopportuna. «A noi non ci interessa - ribattono dal paese - della politica e dei rappresentanti dei vari partiti. Quello che ci preme è che vengano risolti, in tempi brevi, i problemi più urgenti». Castello accoglie anche famiglie russe. «I disagi di questi tempi accomunano tutti, qui in paese: pietrasantini e stranieri, gente con i soldi e chi campa del proprio lavoro - dicono - L’emergenza di oggi non deve cronicizzarsi: servono risposte. E servono subito».
Luca Basile
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