Proteste
Poste a rischio pignoramento
L’azienda non versa soldi a una cittadina: in arrivo il sequestro
VIAREGGIO. I computer, i tavoli e le sedie dell’ufficio postale oggi potrebbero essere pignorati dall’ufficiale giudiziario. Il motivo? Le poste non hanno ancora saldato un debito di 1600 euro per una causa persa in tribunale contro una cittadina di Viareggio.
A chiedere il pignoramento di parte dei materiali presenti all’interno dell’ufficio postale di Viareggio è il legale della donna, Tommaso Bertuccelli.
L’insolita vicenda parte nel 2010 quando una donna di Viareggio, Chiara Chicca, ha un incidente stradale sul cavalcavia vecchio, in cui è coinvolta anche una dipendente delle poste.
Per le assicurazioni l’incidente si risolve in un concorso di colpa. Ma le Poste fanno partire una causa civile cercando di addossare tutta la responsabilità alla signora Chicchi. Il giudice di Pace Maria Assunta Grillai nell’aprile 2013 dà però ragione alla donna e all’avvocato Bertuccelli condannando le Poste a pagare 1500 euro di spese legali.
Ma fino al tardo pomeriggio di ieri, nonostante le numerose richieste fatte arrivare dal legale, le poste non avevano ancora pagato il debito.
Così l’avvocato Bertuccelli ha fatto partire le procedure per il pignoramento che potrebbe avvenire anche nella giornata di oggi. Ieri le poste avevano detto di voler inviare l’assegno: ma nessun documento è stato ricevuto da Bertuccelli fino alla tarda serata. Ora resta da capire cosa accadrà.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
