Sicurezza
Massimo Breschi promette un’esplosione di allegria
La costruzione è una gigantesca macchina da guerra sui generis, armata di gioia per scacciare la tristezza, la crisi e le ingiustizie del mondo
VIAREGGIO. Massimo Breschi, classe 1963, é uno dei carristi più promettenti della nuova generazione dei maghi della cartapesta che si affaccia alla ribalta del XX secolo. Sin da giovanissimo non nasconde la sua passione per il colorato mondo del carnevale, facendo importanti esperienze lavorative negli hangar di Silvano Avanzini, di Davino Barsella e Eros Canova, e di Carlo Vannucci, "Bocco". Il suo battesimo nel mondo del Carnevale risale al 1985, quando firma la maschera isolata "Regis (ovvero con un pizzico di fortuna)". Nel 1990 passa alla categoria delle mascherate in gruppo dove si fa notare per fantasia dei soggetti, originalmente modellati e cromaticamente interessanti, ottenendo una serie di ottimi piazzamenti che, nel 2000, gli permettono di cimentarsi nei carri di seconda categoria, la difficile e prestigiosa serie cadetta delle costruzioni del carnevale.
Il suo è un debutto con successo immediato, nel 2000 con il carro "L'isola del tesoro", si aggiudica il primo premio che bissa l'anno dopo con "Piercing+tribale=Carnevale". Così, con rapidità, dalla seconda categoria, nel 2002 entra nell'olimpo col carro "Carnevale delle beffe, con la chimica a bizzeffe", che si piazza subito al terzo posto e vince anche il premio CarnevalSatira.
In questi anni Breschi realizza costruzioni originali che ottengono ottimi piazzamenti e che affrontano con gusto ed ironia tematiche importanti: i problemi del traffico urbano, la sicurezza sui luoghi di lavoro, le nefandezze delle guerre, le condizioni sociali del nostro Paese, la casta politica che, anzitempo, fa rottamare da Re Carnevale munito di carriola. Nel 2010 realizza il carro "L'amore rubato", contro la violenza sulle donne. Un tema difficile che Breschi affronta con impegno, che rappresenta con forza e con poesia, che colpisce ed emoziona.
Per il Carnevale 2014 Breschi presenta l'imponente costruzione "Un carro… armato di allegria" che si propone come l'antidoto per vincere tristezza, ingiustizie e tutti i mali che affliggono l'esistenza dell'umanità. Ispirato a un celebre aforisma di Albert Einstein, che recita "Per ogni minuto di tristezza perdi sessanta secondi di felicità", per Massimo Breschi, «cancellare la tristezza si può, basta far esplodere l'allegria delle maschere». La costruzione è un grande carro armato, ispirato secondo l'intento di Massimo Breschi, ad uno stile carnevalesco che parte dalla tradizione del Carnevale di Viareggio e che si propone come omaggio ai maghi che hanno fatto grande la storia del manifestazione, a partire da Sergio Baroni e Renato Galli. Così come il carro "Guerra e pace" che Arnaldo Galli fece sfilare sui viali a mare nel 1973, la gigantesca bomba che, dopo il sinistro tic-tac del meccanismo a tempo del detonatore, esplodeva irraggiando sulla folla stupefatta una colorata nube di coriandoli e stelle filanti, l'enorme "carro…armato" di Massimo Breschi é una macchina da guerra sui generis, che armata dell'allegria e della gioia incontenibile delle maschere si propone di minacciare il mondo per lo sterminio del male. È una costruzione mastodontica, una struttura che giganteggia occupando tutto lo spazio, peraltro di grandi dimensioni, dell'hangar carnevalesco e che sui viali a mare, con il suo carico di maschere e dei tanti Burlamacco che ne rappresentano la gioiosa armata, costituirà momento di colorata spettacolarità. Forse debellare la guerra nel mondo è un'utopia, ma vincere la tristezza è possibile, se a contrastarla è l'armata del Carnevale di Viareggio con l'esplosione d'allegria del "carro armato" di Massimo Breschi.
Paolo Fornaciari
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