La manifestazione
Giunta dimezzata: va via anche Caprili
Scontro su conti e tagli a Sea e Mover. Gli ex assessori parlano di «pressioni» e negano di aver agito di nascosto
VIAREGGIO. Colpito personalmente e professionalmente dalle voci circolate sul proseguimento del mandato di assessore al bilancio, ma sotto “controllo” di altri due professionisti. Alessandro Caprili lascia l’amministrazione ed il suo ruolo di assessore al bilancio poco dopo pranzo. Motivato nelle dimissioni - spiega - anche «dalle modalità con le quali sono stati dimissionati i miei tre colleghi assessori con i quali ho spesso condiviso scelte importanti di cambiamento e di innovazione all’interno della struttura comunale». Meno quattro (o cinque, contando anche l’uscita di scena già digerita di Roberto Rossetti, ormai ex assessore al sociale): la Giunta Betti, quella uscita dal successo conquistato nelle urne a giugno, non c’è più. E la seconda giornata della settimana che si è aperta con le teste rotolate degli assessori Alessandro Augier (turismo, attività produttive e porto), Gloria Puccetti (vice sindaco, ambiente e mobilità) e Laura Servetti (lavori pubblici e personale)è trascorsa con Betti intento alle consultazioni con le forze politiche della maggioranza alla ricerca di nuovi nomi condivisi.
Mentre dentro e fuori dall’ufficio di Betti si scatenavano i veleni intorno alla lettera inviata al sindaco proprio dai tre assessori dimissionati. Nessuna “fronda” e nessun “golpe”: Augier, Puccetti e Servetti respingono al mittente le accuse circolate sul loro conto, con tanto di dito puntato sulle riunioni segrete che i tre avrebbero tenuto, decisi a mettere in minoranza il sindaco nella prima riunione di Giunta utile. «Ci risulta semmai che tu ed altri - si legge nella lettera a Betti - vi siete riuniti a nostra insaputa, avete fatto le scelte, le avete comunicate a terzi e alla stampa e noi lo abbiamo appreso dai giornalisti mentre i giornali erano già in stampa». Ma c’è di più. «Abbiamo lavorato nella direzione del cambiamento - continuano i tre ex assessori - seguendo il programma elettorale della coalizione. Abbiamo cominciato a lavorare nella direzione di un nuovo assetto all'interno del Comune (macrostruttura) su tua precisa indicazione. Abbiamo lavorato sul fronte del turismo e delle attività produttive impostando tutta una serie di azioni che con le tue recenti decisioni saranno completamente azzerate con grave danno dell'economia della città. Abbiamo avviato una revisione sostanziale dei rapporti con Sea risorse e ambiente per migliore la gravissima situazione dei rifiuti, della raccolta differenziata e delle tariffe esose richieste alla cittadinanza. Abbiamo visionato il contratto con la Mover nell'ottica del risparmio dell'utente». Una serie di azioni «che vengono annullate e ci chiediamo per quale motivo, su quali pressioni, e a favore di chi. Di certo a danno della città». Il riferimento, con parole pesanti come macigni, è al taglio di 3 milioni e mezzo dal contratto tra Comune e Sea che Gloria Puccetti aveva intenzione di portare a termine (la delibera era già pronta) in una città che non sostiene più il costo del servizio dei rifiuti, schizzato alle stelle. In serata, dopo un incontro con Alberto Corsetti, oggi amministratore delegato Sea risorse (la società della raccolta differenziata che ha lo stesso socio privato di Mover, Paolo Del Pistoia, sia pur con due aziende diverse) il sindaco ha voluto ribadire che «il nostro impegno sarà di discutere con i soci privati delle partecipate la riduzione dei costi dei servizi». Insomma, aggiunge Betti: «Il contratto con Sea si taglia ugualmente e a Corsetti l’ho detto chiaro».
La considerazione sul comportamento di Betti, per voce dei tre ex assessori, è pesante: «Non c'è mai stata da parte tua un cenno a problemi da risolvere o a questioni da chiarire. Tutto è avvenuto alle nostre spalle e tuttora senza spiegazioni. Forse perché le cose non sono affatto chiare e trasparenti come cerchi di far credere».
La risposta del primo cittadino non si è fatta attendere, sia pur tra troppi non detti: «Le vicende di questi ultimi giorni dimostrano ulteriormente che quel rapporto di fiducia che deve necessariamente legare gli assessori col sindaco si è definitivamente rotto, forse anche perché queste persone non avevano sempre bene inteso il loro ruolo. Le dimissioni di Alessandro Caprili sono purtroppo la dimostrazione che il solco che qualcuno aveva scavato all'interno della Giunta non era piccolo».
Cosa accadrà da oggi in poi è chiaro nelle parole del capogruppo del Partito democratico, Andrea Strambi: «Il problema principale, di cui parlavano tutti, era il malcontento nel Palazzo. Gli uffici non funzionavano più e la macchina comunale era immobilizzata. La definizione della macrostruttura, che si può definire la “madre” di tutti i mali, aveva bisogno di qualche passaggio in più. E forse, su alcuni comportamenti, abbiamo anche esagerato...Essere intelligenti vuol dire dimostrare che si può rimettere mano alle scelte fatte...».
E tra queste - ormai è certo - la ricostituzione dell’ufficio lavori pubblici nelle mani del dirigente defenestrato, Riccardo Raffaelli. Con alcuni “correttivi” in materia di compensi sulle diverse fasi della progettazione e realizzazione degli interventi.
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