Il Tirreno

Versilia

Frane, il monitoraggio c’è ma non funziona da anni

di Ilaria Bonuccelli

L’impianto installato dopo l’alluvione del ’98 è andato in malora e ora è obsoleto Il Comune: «Ora stiamo lavorando per adottare un nuovo sistema di allerta»

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CAMAIORE. Alessandro Lenolli si china sul pozzetto e comincia a tirare su i fili. «Questo è quello che resta dell’impianto di monitoraggio del dissesto idrogeologico». Cavi e tubi che non funzionano. Che non registrano i movimenti del terreno. «Nè li comunicano a una banca dati». La gente di Bruciano, Bosio, la via del Prado - le zone sopra e intorno alla Pieve - considerava questo impianto un po’ il proprio sistema di allarme contro i disastri. Oggi che le famiglie sono state evacuate si sono rese conto che si sbagliavano.

Il Comune tiene a precisare che «non si è mai trattato di un sistema di allerta» contro le frane. Ma lo stesso sindaco, Alessandro Del Dotto, ammette che da anni anche come sistema di monitoraggio è in disarmo. Ha funzionato (forse) per un breve periodo, perché poi «l’ingegnere che lo seguiva è passato a un altro ente». Via dal Comune, dimenticato l’impianto di cui restano tracce nei pali di legno che non sostengono più fili e nei pozzetti sparsi nei poggi. Gli stessi che da qualche giorno mostrano fratture. «Questo sistema - spiega Del Dotto - venne installato all’indomani dell’alluvione del 1998. Oggi ormai non è più in grado di funzionare. E anche se lo fosse, sarebbe superato dalle nuove tecnologie sia di monitoraggio che di allerta. È per questo che, con il nostro consulente, il geologo Vincenzo Buchignani, abbiamo intenzione di studiare un nuovo sistema di allerta. La tecnologia ci offre soluzioni diverse che dovremo vagliare». Magari anche con la Regione, visto che un sistema del genere ha costi piuttosto elevati, difficili da sostenere solo con il bilancio comunale. «Ma i soldi per il vecchio sistema - rincara Concetta Salvini - furono trovati. Poi, però, nessuno lo ha collegato al programma che doveva registrare i dati. Mio marito è stato decine di volte in Comune per denunciare questo fatto, ma non è mai stato ascoltato».

Ora è tardi. E soprattutto - evidenzia Del Dotto - le priorità sono due: riprendere il monitoraggio del territorio «visto che per anni non sono stati fatti studi e non sono stati raccolti dati, con il vecchio sistema andato in malora; eseguire le opere di somma urgenza per rimettere in sicurezza il territorio». Con l’assessore regionale al bilancio, Vittorio Bugli, c’è stato un confronto su che cosa poter finanziare (come interventi di somma urgenza) con fondi straordinari dello stato di calamità. Fra queste - conferma il geologo Vincenzo Buchignani - c’è il consolidamento delle sedi stradali franate e chiuse al traffico, come la via comunale per Agliano e Peralla. E la realizzazione di «micro-dreni, a una profondità di una cinquantina di metri, per intercettare l’acqua responsabile degli smottamenti nella zona di Bruciano». Dove i cedimenti ancora non si sono fermati. Due giorni fa - racconta Anna Zorzi - si è staccata «una parte della soletta di via del Prado di sotto. Abbiamo richiesto nuovi sopralluoghi al Comune, ma non abbiamo più visto nessuno. Eppure in queste case ci sono persone con varie invalidità. Mi chiedo che cosa succederebbe se ci fosse bisogno di far arrivare un mezzo di soccorso dove le strade sono chiude».

Proprio la presenza di persone con invalidità - dice Buchignani - è la ragione per la quale «abbiamo deciso di intervenire sulla viabilità per il ripristino di condizioni di ragionevole sicurezza. E verranno eseguite opere definitive». Inoltre, per verificare l’andamento dei lavori e le condizioni del territorio, oggi l’assessore alla protezione civile, Carlo Alberto Carrai ha in programma nuovi sopralluoghi. A cominciare proprio dalle zone ancora isolate: «Alle famiglie di queste frazioni - sottolinea - il Comune ha proposto sistemazioni alternative, anche in albergo. Ma la maggior parte ha preferito non lasciare la propria abitazione. Per questo, nelle 48 ore successive all’ondata di maltempo abbiamo realizzato percorsi pedonali alternativi. Ad Agliano, ad esempio, abbiamo creato anche un passaggio adatto ai disabili e adeguato a un intervento con un’ambulanza». Del resto, la frazione è ancora isolata a dieci giorni dalla frana che ha reso la strada inagibile. E le persone arrivano a casa ancora a piedi.

Proprio questa situazione, insieme a quella di Bosio e Bruciano e di Contra frazione dove un’abitazione è collassata insieme alla strada), sarà al centro dell’incontro previsto ggi con i tecnici della protezione civile nazionale. E con il capo del dipartimento, Franco Gabrielli, atteso in Versilia. «Questo confronto - conclude Del Dotto - è importante. Ancora di più lo sarebbe una politica nazionale diversa del governo. Sono allibito di fronte a uno Stato che continua a trovare finanziamenti per le banche e stanzia per l’emergenza frane in Italia 70 milioni. La cifra appena sufficiente per la Versilia».

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