Sicurezza
Falso documento per non pagare il conto dell’avvocato
Presenta una ricevuta da 2000 euro per dimostrare di aver già saldato i suoi debiti: alla fine viene condannato
VIAREGGIO. Cerca di dimostrare di aver saldato un debito da 2000 euro con un avvocato che lo aveva assistito in una causa. Ma in tribunale viene dimostrato che il documento è falso e l’uomo viene condannato a sei mesi e al pagamento di una provvisoionale di 5.000 euro dal giudice Nidia Genovese .
A far partire la vicenda nel marzo 2011 è stata la denuncia presentata dall’avvocato viareggino Florio Garavano (assistito dal collega Gionata Bonuccelli) contro un camaiorese di 48 anni, Alberto Marchi.
Quest’ultimo era stato assistito per un periodo da un avvocato dello studio di Garavano, dove lavorava anche la compagna. Ma poi, dopo l’interruzione del rapporto di lavora tra la donna e lo studio - nell’estate 2008 - aveva ritirato il mandato. Come accade in questi casi l’avvocato aveva comunque inviato una notula per i servizi resi chiedendo il pagamento di circa 2000 euro.
L’uomo, secondo lo studio, non ha mai saldato quel conto. Così nel novembre 2009 è partito un decreto ingiuntivo per il recupero forzoso della somma. La questione è finita così di fronte al giudice di pace. In tribunale Marchi avrebbe presentato una ricevuta, firmata dallo stesso Carvano in cui veniva certificato il pagamento della somma.
Il documento è stato immediatamente contestato perché considerato un falso. La firma dell’avvocato Caravano sarebbe infatti stata falsificata e anche alcune date presenti nel documento sarebbero state sbagliate. Addirittura ci sarebbero stati errori nei nomi indicati sulla carta intestata dello studio Caravano utilizzata per redigere la ricevuta: uno degli avvocati indicati avrebbe infatti iniziato a lavorare lì dopo i fatti contestati.
L’avvocato Bonuccelli ha così chiesto il sequestro del falso documento. La vicenda ha portato a un processo penale di fronte al giudice Nidia Genovese in tribunale a Lucca. E ieri mattina è arrivata la sentenza di primo grado: il camaiorese è stato condannato a sei mesi di reclusione e al pagamento di un risarcimento di 5000 euro, oltre alle spese legali valutate in 1500 euro.
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