Sicurezza
Betti-bis: il sindaco cambia tre assessori
Lasciano la Giunta Alessandro Augier (turismo), Gloria Puccetti (ambiente) e Laura Servetti (lavori pubblici)
VIAREGGIO. Segna meno tre il termometro dell’amministrazione Betti. Il sindaco, in una lunga riunione di Giunta, ieri pomeriggio ha annunciato che tre degli assessori che lo hanno affiancato dalla vittoria delle elezioni (giugno) ad oggi non hanno più la sua fiducia. Alessandro Augier, delega al turismo e al porto, in quota alla lista civica “Viva Viareggio viva”, Gloria Puccetti, vice sindaco che delega all’ambiente, esponente di Sinistra ecologia e libertà, e Laura Servetti, delega al personale e ai lavori pubblici, andranno a casa. «Ho ritenuto di apportare dei correttivi»: così parla un sindaco provato dalla lunga giornata, la più difficile di questi sette mesi al governo della città. «Perché ci sono in ballo delle persone, dei rapporti...Non è certo facile...». Ma - riflette Leonardo Betti quasi parlando a voce alta a se stesso - «io devo tutelare solo la città. Che ha dei problemi seri, evidenti, che vanno risolti. Per questo ho deciso di rimettere mano all’assetto dei miei collaboratori più stretti».
In Giunta non tutti si aspettavano di essere tra quelli “nominati”, si direbbe si fossimo in un format televisivo che ha fatto il proprio tempo. E quando la riunione con gli assessori è terminata, Betti ha incontrato le forze politiche che esprimo gli assessori in uscita: «Ho spiegato che si è aperto un percorso di consultazioni e che cercherò di fare le scelte migliori per tutti».
Il primo cittadino non forza i toni e pesa le parole. Consapevole che la crisi del settimo mese è difficile da spiegare e da far digerire senza sentirsi mettere per primo in discussione. Ma è impossibile far finta di non vedere che, in questo inizio d’anno, il clima dell’amministrazione si era fatto sempre più esplosivo, con la Giunta divisa, assessori che si riunivano per “correnti” in un Municipio quasi paralizzato da una “rivoluzione” della macchina comunale che ha avuto l’effetto dello zucchero nel serbatoio della benzina.
«Io faccio tutta una sommatoria», parla così Leonardo Betti per spiegare le ragioni di un gesto tanto forte che rischia di esporlo più a critiche che a consensi: «Ci sono stati dei fatti, certo. Ma la responsabilità del cambiamento me la prendo tutta io. Per dare un correttivo forte».
I nomi dei possibili nuovi assessori Betti non li fa ancora. Ma si parla da tempo, e non è più un segreto, dell’ingresso in Giunta di Chiara Romanini, avvocato, esponente del Partito democratico, oggi presidente del consiglio comunale. Si dice anche che l’amministrazione del centrosinistra tornato a giugno al governo della città abbia bisogno di persone «con esperienza», magari capaci di riporre dentro un vaso dal coperchio ben serrato quei venti di tempesta e di veleni che rischiano di spazzare via qualsiasi iniziativa amministrativa. In una città che conta - uno dopo l’altro - quattordici opere pubbliche di peso da terminare e non da ieri. Una città alla quale il presidente della Regione ha chiesto da mesi un progetto per il porto sul quale stanziare finanziamenti, senza avere ancora letto una riga arrivata da Viareggio. Perché del porto, fetta di un’economia da tornare a far girare, nei fatti nessuno si occupa in piazza Nieri e Paolini. E non si misura un’amministrazione comunale un tanto al chilo di rami potati. Così come non si nascondo i dati di bilancio da profondo rosso sotto il tappeto della buona volontà. E non si fa melina su dieci milioni di euro di gara per la privatizzazione della Viareggio porto. Ed ancora, se ci sono contratti da rivedere o scelte che riguardano le società partecipate non si possono lasciare a fare la muffa sulle scrivanie di chi se ne deve occupare mentre ci si balocca col gioco dell’oca delle dirigenze e delle posizione organizzative.
Che in questo momento ha dato un unico risultato: si riparte dal via...
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