Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio

La Rete di Avanzini pronta a invadere i viali a mare

di Paolo Fornaciari
La Rete di Avanzini pronta a invadere i viali a mare

Il mondo di Internet è il tema centrale della costruzione del vincitore del 2013 che raffigura un Cyborg dalle sembianze di un ragno metallico

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VIAREGGIO. Alessandro Avanzini, classe 1960, figlio d'arte, il padre Silvano é stato uno dei più grandi carristi della storia moderna del Carnevale di Viareggio, nasce con la passione per la cartapesta e l'inclinazione per la satira politica nel sangue. Fin da giovanissimo, frequenta il capannone del padre e da lui apprende tutti i segreti del Carnevale, ereditandone anche la passione civile e politica, che fonde con la personale formazione culturale. Dopo un primo periodo in cui il suo impegno nel colorato mondo della cartapesta è discontinuo, nel 1992 firma col padre il carro “A gonfie vele per l'Europa”. Nel 1998, Alessandro, sempre insieme al padre, realizza “Ma che male vi fo”, carro dedicato a Dario Fo in occasione del Nobel per la letteratura, che vince il primo premio e si fa apprezzare per lo splendido mascherone centrale che domina la costruzione, realizzato proprio da Alessandro.

Nel 2001, dopo la morte del padre, ne raccoglie l'eredità artistica, diventando un protagonista del Carnevale oltre il Duemila. Pluridecorato con primi premi e premi speciali, mette in mostra uno straordinario talento nell'arte della modellatura, doti di sintesi plastica e impostazione scenografica, realizzando carri innovativi, raffinati e di grande teatralità. Dopo “El matador”, del 2006, con l'imponente figura centrale del toro cavalcato da Zapatero, “Avanti miei Prodi”, del 2007, che cita "L'armata Brancaleone" di Monicelli, e “Pranzo di gala”, del 2008, col grosso maiale, protagonista del carro, a partire da “Alfabeto apocalittico”, del 2010, che recupera in chiave carnevalesca la poesia di Edoardo Sanguinetti e il linguaggio pittorico di Enrico Baj, l'opera di Avanzini si carica di valenze e messaggi intellettuali che danno origine a costruzioni originali, dove il confine fra artigianato e arte é ogni volta senza più indefinito.

Il mondo di Internet é il tema centrale della costruzione La Rete. L'autore del Minotauro, vincitore del Carnevale 2013, rappresenta, col ragno cyborg che cresce ad ogni click, «la voracità di Internet che ci succhia l'individualità». Avanzini prende spunto da un tratto del pensiero di Evgeny Morozov, autore del libro “To save everything, Click Here”: lo scetticismo verso l’opinione diffusa secondo cui Internet starebbe favorendo processi di democratizzazione, per mettere in evidenza soprattutto il pericolo di cyber-utopismo, della glorificazione assolutistica della Rete, approccio che non permette di metterne a fuoco i potenziali aspetti critici e impedisce di cogliere il lato negativo di Internet.

Il carro rappresenta il Cyborg freddo metallico, un po' astratto, un po' giocattolo, dalle sembianze di un ragno con la testa a forma di mouse, che tesse la sua tela, trappola perfetta, e cresce ad ogni click. La dimensione del Cyborg è la Rete, che come la tela del ragno, capolavoro di ingegneria animale e trappola per la cattura di insetti, che non vedendola ci finiscono dentro, imprigiona le sue prede: individui sempre più spersonalizzati, senza individualità, bocconi prelibati per la famelica voracità di un potere che corre implacabile nelle autostrade senza confini che ne costituiscono il labirinto. Il gigantesco ragno metallico che tesse le maglie della sua tela sembra sul punto di superare i limiti della costruzione carnevalesca per invadere i viali a mare, quasi a rendere palesi e fisici i pericoli e le minacce nascosti negli infiniti meandri della Rete, dove il Cyborg dalle sembianze di un ragno metallico cresce, nutrendosi delle sue prede.

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