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Versilia

Corriere della droga a sua insaputa

Corriere della droga a sua insaputa

Giovane porta una valigia all’ex fidanzato, ma qualcuno aveva nascosto hashish tra i biscotti

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VIAREGGIO. Ha viaggiato fino a Gorizia per portare una valigia all’ex fidanzato che le aveva chiesto aiuto. Ma qualcuno aveva nascosto della droga in un pacco di biscotti - poi perfettamente sigillato - che si trovava in mezzo agli altri oggetti. E così una giovane viareggina, ha dovuto affrontare un processo. Alla fine però, grazie al lavoro dell’avvocato Gionata Bonuccelli, è stata assolta.

Il fatto è avvenuto nel dicembre 2009. La giovane viareggina aveva ricevuto una chiamata dall’ex fidanzato di origine marocchina. L’uomo, per alcuni problemi giudiziari, era stato portato al Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Gradisca d’Isonzo, vicino a Gorizia. Da lì aveva chiamato la giovane - che all’epoca dei fatti aveva 27 anni - chiedendole di portargli del cibo e dei vestiti.

La viareggina si era così rivolta al fratello dell’ex fidanzato. Proprio quest’ultimo, secondo quanto riferito dalla donna al giudice, la avrebbe aiutata a fare la spesa in un supermercato e l’avrebbe portata a comprare una valigia per il trasporto.

Poi il giovane marocchino avrebbe portato la stessa valigia nella sua abitazione per metterci alcuni abiti del fratello. La mattina dopo il bagaglio è stato riconsegnato alla ragazza alla stazione di Viareggio.

La donna ha poi affrontato un lungo viaggio in treno tramite Bologna - dove ha superato senza problemi un controllo antidroga - e Venezia, per poi raggiungere il centro di espulsione.

Ma a quel punto la donna si è trovata davanti a un controllo all’ingresso. La polizia ha aperto il pacchetto di biscotti di una notissima marca - che all’apparenza era ancora sigillato - e all’interno ha trovato alcuni panetti di hashish, circa 18 grammi.

La donna si è così ritrovata a processo con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti.

L a sua situazione all’inizio non sembrava facile. Ma alla fine davanti al giudice Manuele Trotta è sfilata una serie di testimoni - compreso il padre della ragazza - che hanno convinto il magistrato dell’innocenza della donna, trasformatisi in un corriere della droga a sua insaputa. Per lei così è arrivata un’assoluzione.

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