Giro di vite dell’Asl sugli incarichi esterni affidati ai dipendenti
Regole più rigide e controlli sui rapporti con gli altri enti Chi sgarra rischia sanzioni e la “confisca” del compenso
VIAREGGIO. Giro di vite dell’Asl Versilia sugli incarichi esterni affidati ai dipendenti. Grazie a un nuovo regolamento si fanno più strette le maglie per le collaborazioni ricompensate con altri enti (pubblici e privati) di medici, infermieri, tecnici e impiegati. L’obiettivo è controllare e verificare ogni possibile conflitto d’interessi, oltre che combattere la corruzione così come previsto anche da un decreto del luglio 2012.
Gli interessati. Sono 112 i dipendenti dell’Asl che - secondo gli ultimi dati forniti - nel 2012 hanno avuto incarichi dall’azienda stessa o da altri enti. Nel regolamento - approvato dalla direzione generale il 29 gennaio scorso - si parla di «prestazioni occasionali e saltuarie» non superiori a un mese oppure a 120 ore, e con un compenso lordo che non superi il 20 per cento della retribuzione annua lorda.
Le autorizzazioni. Gli incarichi che non rispettano questi paletti verranno autorizzati solo in via eccezionale dalla direzione aziendale. Le autorizzazioni diventano, comunque, più rigide ed eliminano tutte le ambiguità. Ad esempio è vietata la collaborazione ad enti che «siano fornitori o appaltatori dell’Azienda», se il dipendente «è intervenuto nel procedimento di assegnazione».
Le incompatibilità. Sono ovviamente vietati i rapporti di lavoro subordinato con enti pubblici e privati, con l’eccezione dei part time; le attività libero-professionali con le consuete eccezioni; l’accettazione di cariche in società costituite a fine di lucro; gli incarichi attribuiti da soggetti privati con cui l’azienda intrattiene rapporti contrattuali a titolo oneroso e rapporti professionali di qualunque natura;attività che siano in conflitto di interessi con l’attività istituzionale svolta per conto dell’azienda; gliincarichi retribuiti prestati a favore di imprese «che abbiano avuto nel biennio precedente un interesse economico significativo in decisioni o attività riguardanti i compiti inerenti all’ufficio di appartenenza»; attività industriali, artigianali e commerciali svolte in forma imprenditoriale, il divieto riguarda anche la partecipazione a società di persone o di capitali qualora la titolarità di quote di patrimonio comporti di diritto compiti di gestione. È comunque ammessa l’assunzione di cariche in società cooperative e la partecipazione a società in accomandita semplice in qualità di socio accomandante.
Le sanzioni. L’Asl può revocare in qualsiasi momento l’autorizzazione all’incarico, e anzi impedire che il dipendente ne abbia altri se vengono accertate delle violazioni. Previsti anche provvedimenti disciplinari. Il compenso sarà versato da chi lo ha percepito all’azienda.
@matteotuccini
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