Il Tirreno

Versilia

No alla bonifica fai-da-te dell’eternit «Troppo pericolosa»

No alla bonifica fai-da-te dell’eternit «Troppo pericolosa»

Comitato Marco Polo contro il progetto amianto del Comune «Non bastano guanti e mascherine per evitare grossi rischi»

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VIAREGGIO. Rimuovere da soli l’eternit utilizzando il kit che il Comune invia a domicilio? Una follia. Più o meno è questo il senso dell’intervento del Comitato Marco Polo sull’iniziativa dell’amministrazione che vuole coinvolgere i cittadini nel piano di bonifica dall’amianto. Il piano consiste in questo: chi, all’interno delle sue proprietà, ha tettoie o murature in eternit di superficie inferiore a 50 mq dovrebbe chiamare l’Asl per un sopralluogo, poi presentare richiesta del kit per la bonifica fai-da-te scaricando un modulo da http://www.seaambiente-spa.it/Amianto.asp, quindi utilizzando il kit - che consiste in tanica di liquido incapsulabile, tuta con cappuccio e copriscarpe, guanti, mascherina e occhiali di protezione - procedere alla rimozione e infine chiamare per il ritiro la Ideal Montaggi, azienda di Altopascio iscritta nella Categoria dell'Albo dei Gestori Ambientali e, dunque, specializzata nel settore.

Secondo il Comitato Marco Polo, che aderisce alla Rete Ambientale della Versilia, questa procedura è sbagliata e rischiosa. «Questa procedura operativa - afferma Marcello Ricci - costituirebbe un fattore di rischio di estrema gravità per l'operatore medesimo e per l'ambiente, cioè per tutta la popolazione esposta. Infatti, i soggetti che possono intervenire nella asportazione del materiale sono individuabili in ditte specializzate ed iscritte in apposito Albo, le quali devono seguire procedure e protocolli complessi e rigorosi e solo dopo una specifica l'autorizzazioni della Asl, avvertendo il pubblico adiacente alla località delle operazioni. È determinante la valutazione della capacità e della idoneità complessiva che devono risiedere negli operatori. Un qualunque cittadino privato non può avere quei requisiti. Egli, pur in possesso degli strumenti tecnici forniti, può in qualsiasi momento compiere azioni o avere comportamenti pericolosi tali da ingenerare un rischio per la salute. Non basta dunque la fornitura di un kit per l'idoneità di un privato cittadino: ciò che occorre è il sapere vero (conoscenze, competenze, abilità e comportamenti), acquisibile solo con specifici corsi di formazione di alto livello e lunga durata, seguiti da apposita certificazione».

Da qui la richiesta di seguire l’esempio dei Comuni che hanno stipulato convenzioni con ditte abilitate che garantiscono l'intero ciclo operativo e massima sicurezza.

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