Il Tirreno

Versilia

È bufera sulla Patrimonio «Restituisca l’Iva sui rifiuti»

di Matteo Tuccini
È bufera sulla Patrimonio «Restituisca l’Iva sui rifiuti»

Valanga di proteste dei cittadini contro la società che riscuote i tributi comunali «Ingiusto che ci si debba rivolgere a dei giudici per riavere ciò che ci spetta»

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. È bufera sulla Viareggio Patrimonio per la questione dell’Iva fatta pagare sulla bolletta dei rifiuti. Dopo le numerose sentenze dei giudici di pace a favore dei cittadini che ne chiedevano la restituzione, la società che si occupa di riscuotere i tributi comunali sta ricevendo sempre più richieste di rimborso e lettere di protesta. Che si basano su un punto: l’Iva sui rifiuti, definita illegittima dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione, deve essere restituita ai contribuenti direttamente in bolletta, e senza ricorrere ai tribunali o alle Commissioni tributarie. «Perché si tratta di un diritto che non può essere riconosciuto solo a chi fa causa».

Un’imposta illegittima. A dire che non si può applicare l’Iva sulla fattura dei rifiuti (prima Tia e ora Tares) sono state due sentenze dei massimi tribunali del Paese. La prima è quella della Corte Costituzionale, la numero 238 del 24 luglio 2009; la seconda è il pronunciamento 3756 del 9 marzo 2012 della Corte di Cassazione. In entrambi i casi i giudici hanno sottolineato la natura tributaria di Tarsu e Tia, e l’impossibilità per l’ente pubblico di applicare un’imposta (l’Iva) su un tributo.

I contenziosi. Dopo questi due pronunciamenti sono partiti i contenziosi dei cittadini per la restituzione dell’imposta pagata negli ultimi 5 anni fiscali. Tra i più noti quello portato avanti dall’ex sindaco di Viareggio Carlo Alberto Ferrari, che nel 2012 annunciava soddisfatto la propria vittoria nei confronti della Patrimonio, a cui non ha più versato l’Iva sulla bolletta della spazzatura dopo averla battuta nelle Commisioni tributarie provinciale e regionale. Anche l’ex direttore amministrativo dell’Asl, Claudio Rapalini, ha citato la Patrimonio, ma di fronte al giudice di pace. Ottenendo un risarcimento di oltre 400 euro, più le spese legali. Della questione si è occupato con decine di ricorsi anche l’avvocato Fabrizio Miracolo.

Le proteste dei cittadini. Tra le richieste di rimborso c’è quella di Elda Lombardi, che ha scritto numerose lettere alla Patrimonio tramite la figlia Simona. Domande a cui i funzionari della società partecipata dal Comune hanno risposto in maniera evasiva. «È ingiusto - dice la famiglia Lombardi - che per riavere ciò che ci spetta, circa 360 euro relativi all’Iva pagata sulla Tia dal 2008 a oggi, ci si debba rivolgere a un legale». Alcuni contribuenti hanno scritto anche al sindaco Leonardo Betti. Così Mauro Filippi, residente a Torre del Lago: «Ho letto, con mio grosso rammarico, che alcuni cittadini hanno avuto la restituzione dell’importo Iva sulla Tia tramite una vittoria in tribunale. Perciò mi domando: è possibile che bisogna ricorrere ad avvocati e tribunali per essere tutelati nei propri diritti, pur avendo ragione? Che cosa avviene a coloro i quali non hanno fatto causa? Perché non gli viene restituita la somma da loro illecitamente pagata? Se così fosse - prosegue - veramente stiamo toccando il fondo di moralità, serietà, e rispetto della legge che è uguale per tutti. A questo proposito consideriamo i cittadini di serie A quelli tutelati e di serie B quelli che non hanno nessuna considerazione e nessuna tutela al riguardo. Mi auguro che questo comportamento non sia attuato e che il Comune, tramite la persona del sindaco, difenda e tuteli i suoi cittadini affinché venga restituito loro il maltolto».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa