Troppe irregolarità La Regione blocca la discarica delle palme
Pesante provvedimento nei confronti dai gestori del centro per lo smaltimento delle piante colpite dal punteruolo
STAZZEMA. Dove finiscono tutte le palme abbattute a causa del punteruolo rosso, o i platani malati della Versilia? Il loro smaltimento deve seguire delle procedure particolari e ci sono - o almeno c’erano - solo due aree autorizzate in tutta la Toscana: una in provincia di Pisa e l’altra in Alta Versilia, a Stazzema. Ma è in quest’ultima che gli ispettori del Servizio Fitosanitario della Regione hanno parzialmente sospeso l’attività. In sostanza, dopo un primo sopralluogo a dicembre 2013, nell’area che si trova in località Col di Cavallo vicino a Pontestazzemese, i due ispettori del servizio Fitosanitario toscano – l’organismo che applica le norme nazionali vigenti in materia di avversità parassitarie e introduzione di nuovi e pericolosi organismi nocivi ai vegetali - hanno riscontrato diverse irregolarità. E disposto uno stop: niente accoglimento di nuovi materiali finché la situazione non sarà regolarizzata.
Tra le irregolarità «l’assenza di personale e di attività lavorativa in corso, nonché di idonee attrezzature per lo smaltimento e cippatura» nonostante – continua il verbale redatto – la presenza «di materiale vegetale, in gran parte in attesa di essere cippato secondo le norme vigenti». Ovvero il prima possibile e in particolare si trattava di palme. Poi i due dottori hanno evidenziato l’accatastamento «in maniera disordinata», la mancanza dell’imbustamento nei contenitori di plastica idonei, e addirittura «è stato rinvenuto un bozzolo di incrisalidamento contenente una larva viva», ovviamente di punteruolo, il killer delle palme. Perciò hanno dato ordine alla società cooperativa Terra Uomini Ambiente, a cui avevano rilasciato l’autorizzazione di smaltimento, di provvedere al più presto (48 ore) alla cippatura del materiale. Oltre al ripristino delle recinzioni e chiusure dell’area.
Le prescrizioni, però, sarebbero state rispettate solo in parte. Così il 7 gennaio il Servizio fitosanitario ha prescritto «il blocco dei ricevimenti di qualsiasi materiale da stoccare nel sito di Pontestazzemese, fino alla data di emissione di nuovo Nulla Osta». Anche perché con la fine del 2013 scadeva l’autorizzazione biennale rilasciata alla cooperativa. I sopralluoghi dei tecnici sono proseguiti anche nei ultimi giorni: dalla Regione è stato nuovamente sollecitato il completamento dei lavori di cippatura che la cooperativa si è impegnata a eseguire celermente.
Soddisfatto dell’operazione della Regione è il consigliere di minoranza di Stazzema Gian Piero Lorenzoni, che aveva sollecitato a inizio dicembre l’intervento del direttore del servizio Fitosanitario. «In quella discarica si era creata una situazione anomala e incontrollata – commenta Lorenzoni – non a caso gli ispettori hanno ordinato che l’area venga ripristinata e bonificata. Ad oggi la palma e il platano lì non ci vengono portati, e io auspico che l’autorizzazione non sia più rilasciata. Altrimenti cosa ne è del processo della filiera corta, bosco-legna-energia, tanto sbandierato, se vengono cippati altri legnami rispetto a quelli del nostri boschi?».
Per Lorenzoni c’è un’altra questione poco chiara. «Il comune ha concesso con delibera l’area della discarica a Col di Cavallo al Consorzio Bonifica per il 2012 e il 2013 a 1600 euro l’anno – dettaglia Lorenzoni – ma ha concesso 3 mila metri quadrati, mentre in realtà la discarica ne occupa oltre 10 mila. Chiederò spiegazioni agli uffici competenti e all’amministrazione».
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