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Rossi conferma: non ancora definitivo lo stop all’inceneritore

Rossi conferma: non ancora definitivo lo stop all’inceneritore

In una lettera alla portavoce del Coasver il governatore non esclude però la possibile riconversione dell’impianto

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PIETRASANTA. Primo: l’inceneritore di Falascaia non può essere cancellato - ora come ora - dai piani di gestione dei rifiuti. Secondo: il fermo, a tutt’oggi, è temporaneo. Terzo: il regolamento urbanistico con cui il Comune di Pietrasanta dà per scontato la riconversione dell’impianto non può avere il via libera della Regione fino a quando la Provincia non si doterà di una nuova pianificazione della gestione dei rifiuti che prescinda dalla termodistruzione. Tre argomenti che la Regione ha già comunicato agli enti locali la scorsa primavera (attraverso Renata Laura Castelli, dirigente dell’assessorato all’ambiente) e che ora rilancia in prima persona il governatore Enrico Rossi.

In una lettera inviata a Daniela Bertolucci del Comitato per la tutela ambientale della Versilia Coasver, il presidente della Regione ribadisce punto per punto la posizione che tiene in ansia da mesi amministratori locali e ambientalisti.

A proposito della richiesta avanzata dal Coasver di revocare la delibera con cui la Regione nel 2002 aveva confermato l'esistenza dell'impianto di Falascaia, Rossi risponde: «Non appare - la revoca - un provvedimento opportuno essendo tale atto di pianificazione oggi superato da atti pianificatori successivi fra cui il piano straordinario dell'Ato Toscana Costa che prevede l'impianto di termovalorizzazione di Falascaia e si limita a dare atto del fermo temporaneo dell'impianto di Falascaia provvedendo medio tempore a ridefinire i flussi».

Alla richiesta di rivedere le osservazioni al regolamento urbanistico del Comune di Pietrasanta, idem: «Il contributo fornito dal Settore Rifiuti e bonifiche dei siti inquinati al Settore della Pianificazione del territorio della Regione non ha e non voleva avere accezione avversa alla riconversione dell'impianto, ma basandosi sulla situazione in essere, non poteva non segnalare che la formulazione di tale regolamento urbanistico non appariva conforme alla pianificazione vigente e voleva chiarire che per operare una riconversione/riqualificazione, è necessaria una nuova pianificazione della gestione dei rifiuti della provincia di Lucca che, ridefinendo i flussi, preveda esplicitamente, a modifica della pianificazione vigente, la riconversione dell'impianto stesso pur sempre a servizio del sistema di gestione dei rifiuti. Si ricorda - aggiunge Rossi - che ad oggi l'unico atto di pianificazione disponibile e giuridicamente rilevante è il piano straordinario dell'Ato Toscana Costa che coerentemente alle previsioni del piano Provinciale di Lucca, presenta al suo interno anche l'impianto di Falascaia».

Dunque piena conferma delle posizioni assunte nei mesi scorsi ma con una sottolineatura importante: il nuovo Piano regionale dei rifiuti adottato dal consiglio regionale il 19 dicembre scorso - ricorda Rossi - prevede al 2020 la presenza massima di 2 inceneritori contro i 4 attuali. «Quindi - rimarca il governatore - l'eventuale chiusura dell'inceneritore di Falascaia se previsto dai corretti atti pianificatori, non troverebbe contrasto con le valutazioni svolte, a livello regionale, sui nuovi scenari di produzione di rifiuti e sulla necessità di razionalizzare l'assetto impiantistico. In relazione al tema dello smantellamento occorre ribadire - è la conclusione - che ogni intervento dovrebbe comunque prevedere una riconversione finalizzata ad una destinazione nell'ambito del Sistema di gestione rifiuti».

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