Proteste
Rischio di sfratto per il bar del Pontile
La struttura è ufficialmente chiusa per lavori da qualche settimana La Pontile Project ha scritto una lettera ai gestori chiedendo chiarimenti
LIDO. Un piccolo giallo per il bar del pontile di Lido. La struttura è chiusa da qualche settimana, ufficialmente per lavori. E qualcuno vocifera di un possibile cambio di gestione. Quel che è sicuro è che la Pontile Project (proprietaria dell’immobile) ha scritto ai gestori chiedendo chiarimenti sul futuro del bar e minacciando lo sfratto per alcune pendenze arretrate. Comunque dai gestori arrivano rassicurazioni: la società starebbe studiando muove strategie di marketing per il Pontile Cafè e il bar dovrebbe riaprire tra pochi giorni. Il Pontile Caffè - gestito da una coppia di imprenditori - in questi giorni è chiuso per lavori di ristrutturazione. I gestori smentiscono le insistenti voci di cambio di gestione.
Il locale è ufficialmente chiuso, e lo sarà per altri 15 giorni circa, per necessari lavori di manutenzione interna. Andava sostituita una delle vetrate che nei mesi passati era stata danneggiata e scheggiata da vandali.
E soprattutto andavano sistemate alcune infiltrazioni che si verificano internamente al bar in caso di forte maltempo. «Abbiamo deciso - spiega uno dei gestori, Massimo Gamba - di avviare i lavori ora, per essere pronti per la stagione già a primavera. Tra quindici giorni circa comunque il bar riaprirà». A gestirlo, assieme a Massimo Gamba (noto imprenditore che ha in gestione anche il Fanatiko) c'è Lorenzo Viani, famoso ristoratore di Forte de Marmi dell'omonimo ristorante. Con loro, inizialmente, c'era anche Massimo Galleni, il titolare del bar Chez Claudine di Lido di Camaiore: ma dopo un anno circa lasciò la società.
Gli affari, forse, non sono andati come ci si aspettava. L'affitto (la struttura è di gestito direttamente dall'associazione temporanea d'impresa che ha costruito il pontile, ossia Varia, Bicicchi e Quadrifoglio) si dice sia abbastanza alto (e certo la location varrebbe l’investimento). Ma la struttura che ospita il locale ha anche alcuni problemi che limitano gli incassi. Per esempio non è strutturata in modo da poter ospitare una vera e propria cucina: è più un bar che un ristorante insomma. E se d'estate e in primavera i clienti di certo non mancano, diverso il discorso in autunno e inverno. Il problema principale poi è lo spazio: all'interno ci sono pochi tavoli ai quali se ne aggiunge qualcun altro all'esterno (sfruttabili però solo con la bella stagione). Per potrer avere più spazio servirebbero investimenti consistenti (tra i 70mila e gli 80mila euro). E al momento l’amministrazione comunale non sembra orientata a concedere autorizzazioni per ampliamenti.
Intanto i proprietari attendono ancora risposte ufficiali dai gestori. La scadenza è proprio in questi giorni.
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