Il Tirreno

Versilia

Dopo lo sgombero l’occupazione

di Donatella Francesconi
Dopo lo sgombero l’occupazione

Dalle case popolari sigillate all’atrio del Municipio con coperte, bambini, effetti personali

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VIAREGGIO. Sono entrati nell’atrio del Municipio, hanno steso a terra una coperta, e si sono seduti, adulti e bambini. Chi è stato sgomberato dalle case popolari occupate quindici/vent’anni fa è tornato ieri mattina nel palazzo comunale, deciso a farsi ascoltare. Anche a costo di occupare la sede del Comune, sia pur fino all’ora di pranzo, quando il gruppo di sgomberati e sgomberandi ha incontrato il sindaco Leonardo Betti in un lungo confronto davanti all’ingresso del Municipio.

Fino a quel momento il gruppo di persone che si era “sistemato” all’interno del Comune se l’era vista con la polizia municipale e con gli uomini del commissariato di polizia, diretto da Rosaria Gallucci. Ed è stato proprio il commissario Gallucci a far svoltare la situazione. Rientrata da Lucca dove si trovava per lavoro, ha affrontato la protesta in attesa che tornasse in Municipio anche il primo cittadino. Un dialogo serrato, per spiegare quello che le istituzioni vanno ripetendo da giorni: le occupazioni delle case popolari, di recente o lunga data, non sono consentite e non lo saranno più. In nome della legalità, ma anche di coloro che sono in graduatoria da anni e attendono di poter esercitare il diritto conquistato. Certo non in base a qualche privilegio.

Betti, confrontandosi a lungo con gli “sgomberandi”, è tornato a mettere in chiaro che una casa per chi viene sgomberato dalle occupazioni degli alloggi Erp non c’è e non ci sarà. Le soluzioni che il Comune può mettere a disposizione sono quelle che riguardano esclusivamente le donne con i figli minori. Per loro è possibile reperire posti nelle case-famiglia.

La voce della protesta si è fatta sentire con forza, anche attraverso striscioni e cartelli appesi fuori dal palazzo comunale. Una situazione - ha voluto ricordare il sindaco - determinata da tutte le amministrazione precedenti, lungo vent’anni almeno, che hanno lasciato che il problema restasse senza soluzioni. Anzi. Chi ha occupato le case popolari ha ricevuto contributi del sociale per anni, fino al punto che - in qualche casa - l’indennità di occupazione ad Erp è stata pagata dagli occupanti con il contributo all’affitto erogato dallo stesso Comune che del patrimonio di alloggi popolari è gestore e che, dunque, dovrebbe vigilare affinché di occupazioni non ve ne fossero. Follie tutte viareggine che lasciando senza parole chi oggi le viene a sapere.

«Ho sollecitato la Prefettura - è ancora il primo cittadino a parlare - a convocare quanto prima l’incontro che ho richiesto». Affinché le istituzioni tutte, Regione compresa, si facciano carico di quanto sta avvenendo in una città in cui di provvedimenti di sgombero ne arriveranno una ventina. Situazione che si somma all’emergenza sfratti, ai lavori per le nuove case popolari che sembrano infiniti. A questo proposito, c’è una considerazione che merita: ma Erp, il suo presidente, i suoi consiglieri espressione della politica versiliese, non hanno niente da dire?

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