Proteste
Marchi: perché ho chiuso alla Croce bianca
QUERCETA. Nuovo capitolo sul caso del bar-ristorante nella sede della Croce Bianca di Querceta (che presto, lo ricordiamo, riaprirà i battenti sotto un’altra gestione). Il precedente gestore, la...
QUERCETA. Nuovo capitolo sul caso del bar-ristorante nella sede della Croce Bianca di Querceta (che presto, lo ricordiamo, riaprirà i battenti sotto un’altra gestione). Il precedente gestore, la società "La Fenice" con a capo l'ex vicesindaco di Pietrasanta Marco Marchi (già proprietario del noto ristorante "La Rocchetta" che, tra l'altro, a marzo festeggerà i 50 anni di apertura), aveva chiuso i rapporti con la Pubblica Assistenza lo scorso 30 settembre. Sulle motivazioni di tale divorzio però molto ancora restava da dire: “problemi gestionali” era stata la risposta del presidente dell'associazione Roberto Roni che aveva preferito non entrare nel merito, ma a raccontare la sua versione dei fatti stavolta è proprio lo stesso Marchi.
«A gestire il punto ristoro presso la sede della Croce Bianca era “La Fenice”, società di cui fanno parte alcune personalità che lavorano anche presso La Rocchetta ma che sono scisse dal nostro ristorante - precisa subito - i problemi con la Pubblica Assistenza che ci hanno portato alla scissione del contratto sono stati molteplici: in primo luogo i numeri delle frequentazioni giornaliere del bar e del ristorante non rispettavano le aspettative e questo è un rischio che si ha compiendo qualunque investimento purtroppo; inoltre c'erano problematiche di ordine logistico: l'ingresso del settore ristoro è molto nascosto e non è visibile dalla strada, per cui avevamo chiesto di spostarlo per garantire più visibilità ma ci è stato negato il consenso, così come è avvenuto in occasione della proposta da parte nostra di altre iniziative commerciali. Per finire erano sorte spese condominiali ulteriori che la Croce Bianca ci ha chiesto oltre all'affitto stabilito. Tutto questo - spiega l'ex vicesindaco - ci ha fatto decidere per la rinuncia alla gestione anche se la scissione è avvenuta in un clima di totale accordo tanto che, per non incorrere in un vuoto del servizio ristoro, ci eravamo proposti per rimanere fino alla nuova gestione».
Gabriele Buffoni
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