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LA POLEMICA

Franceschi: sulla Ztl troppi errori

Franceschi: sulla Ztl troppi errori

Replica all’assessore Felici sui trucchi per evitare i varchi elettronici

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FORTE DEI MARMI. Vasco Franceschi non ci sta ad essere pietra dello scandalo sui trucchi per evitare i varchi e scrive una lettera aperta all’assessore Felici. «Visto e considerato che l’assessore continua a giocare con le carte truccate - spiega l’ex assessore al turismo - ritengo si debba sapere come stanno le cose riguardo caso dei varchi-farmacia. Domenica scorsa facendo la coda da Di Ciolo ho sentito che ad alcune persone veniva consigliato di non sbagliare ad annotare il proprio numero di targa. Mi sono così chiesto cosa c’entrasse la targa con i farmaci e solo allora mi hanno spiegato che, con la procedura stabilita dall’amministrazione, comunicando i dati anagrafici della persona oltre a data e ora e numero di targa, e la presentazione del ticket comprovante l’acquisto, si evitava la multa per aver passato il varco elettronico senza alcuna autorizzazione. Non ero – prosegue Franceschi - a conoscenza di questa procedura, ma la cosa che ha destato la mia curiosità è stata la quantità di persone in fila per godere di questa procedura. Di lì, riflettendoci, sono giunto alla conclusione che questo sistema si presta a favorire i furbetti».

«Insomma – prosegue - se mi accorgo o mi viene fatto notare che ho superato il varco elettronico senza permesso, vado in farmacia, compro un farmaco da banco e così risparmio i 90 euro del varco e pure la multa da 41 euro per la sosta vietata. Premetto che sono favorevole alla Ztl e sono convinto che i varchi debbano essere modificati per dar loro giusta visibilità, ma non appena mi sono permesso di portare a conoscenza dell’opinione pubblica questo fatto, ho subìto la reazione schizofrenica dell’assessore Felici. Nel regolamento della Ztl si parla di accesso per stato di necessità, ma come e chi attesta questa, e quali sono i farmaci definiti indispensabili? Felici non sa che il farmacista si limita in realtà solo a far scrivere al cliente su di un modulo nome cognome data e numero della targa del cliente. Stop. Felici mi dica dunque come e da chi viene certificata l’indispensabilità del farmaco così tanto perentoriamente invocata dall’ingegnere. Insomma siamo di fronte al tipico provvedimento frettoloso che fa acqua da tutte le parti».

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