Il Tirreno

Versilia

Sigilli dell’antimafia all’ex Fappani

di Claudio Vecoli
Sigilli dell’antimafia all’ex Fappani

Lo storico locale della Passeggiata in mano ad una società prestanome che lo gestiva per conto del clan Contini

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VIAREGGIO. «Chiuso per cambio gestione». Sui vetri del bar “La Passeggiata” il cartello scritto con il computer e affisso poche ore dopo il blitz della Guardia di finanza cerca di mascherare una realtà che è già sulla bocca di tutti. Quello che tutti i viareggini conoscono come Fappani – anche se la famiglia Fappani ne ha ceduto la gestione dal gennaio 2003 e dall'anno successivo ha disdetto il contratto di affitto per lo sfruttamento del marchio – da ieri mattina è sotto sequestro. E non per una irregolarità di poco conto. Per gli uomini della Direzione nazionale antimafia il bar più famoso della Passeggiata e di tutta Viareggio da alcuni anni era in mano a prestanome che lo gestivano indirettamente per conto dei Contini, uno dei più potenti clan della camorra che in Versilia e a Pisa hanno investito parte dei loro ingenti profitti illeciti.

Il sequestro dell'ex Fappani e di quattro pizzerie di Pisa, spiega la Guardia di finanza in una nota, rappresentano «l'epilogo di lunghe e complesse indagini reddituali ed economiche, completate con attività tecniche e proiezioni investigative in Campania e nel Lazio, incentrate su un gruppo di soggetti che negli ultimi otto anni hanno effettuato grossi investimenti finanziari acquistando società ed esercizi commerciali bene avviati in rinomate zone turistiche di Pisa e della Versilia, utilizzando capitali di provenienza illecita e tentando di aggirare le norme antimafia attraverso l'intestazione formale delle quote societarie a otto prestanome e familiari compiacenti». Sono anche stati individuati collegamenti «tra i prestanome e i titolari effettivi», uno dei quali già condannato nel 1986 dalla Corte d'Appello di Napoli per riciclaggio a favore del clan camorristico Edoardo Contini e «gli sviluppi investigativi hanno consentito di risalire alle rivelazioni di 5 collaboratori di giustizia che hanno consolidato il quadro accusatorio».

Che proprio l'ex Fappani fosse finito in una indagine della Procura antimafia di Napoli sugli investimenti della camorra in Versilia lo anticipò nel settembre 2011 una inchiesta giornalistica dell'Espresso che fece molto rumore in città. Come anello di collegamento con il clan Contini fu individuato Salvatore Righi, ex presidente della Massese Calcio ma soprattutto intraprendente imprenditore del settore della ristorazione. Nel frattempo l'ex Fappani è passato più volte di mano fino all'attuale gestione intestata alla società 'La Passeggiata' di cui è attuale legale rappresentante Espedito Parisi. Ma secondo quanto ricostruito dalla Direzione nazionale antimafia gli affari continuavano a ruotare di fatto intorno alla famiglia Righi.

La parabola discendente dello storico caffè della Passeggiata inizia nel gennaio 2003, quando Carlo Fappani e la moglie Rita decidono di ritirarsi dopo quasi mezzo secolo di gestione diretta. L'attività passa in prima battuta all'imprenditore fiorentino Gianni Rambelli che continua a mantenere alta la tradizione del bar e, almeno per un anno, ne conserva anche il prestigioso marchio “Fappani” (l’autorizzazione all'utilizzo però viene revocata già dall'anno successivo). Nel 2007, però, inizia il declino del locale con l'acquisizione da parte dell'imprenditore Salvatore Righi - già finito in carcere negli anni Ottanta per riciclaggio e per un breve periodo presidente della Massese – che vorrebbe trasformare il bar pasticceria in una pizzeria aperta fino a tarda notte. Un progetto che resterà sulla carta, ma che segna il cambio di filosofia del locale.

A gestire il caffè di piazza Mazzini continua ad essere la società “La Passeggiata” (che dà il nuovo nome anche al bar, sconosciuto ai più che continuano a chiamarlo semplicemente Fappani), ma la cui composizione societaria cambia fino all'attuale, che vede come legale rappresentante Espedito Parisi (che gestisce anche il ristorante pizzeria 'L'imbarcadero' di Marina di Pisa, sequestrato a sua volta nel blitz anticamorra di ieri). Ora i sigilli della Direzione nazionale antimafia. Con il locale – posto nel punto più in vista di tutta la Passeggiata – destinato a restare tristemente chiuso a lungo.

@ClaVecoli

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