La manifestazione
Comune assediato e scontri con la polizia
Scoppia la protesta di un gruppo di cittadini dopo lo sgombero di una casa popolare occupata abusivamente da 14 anni
VIAREGGIO. Comune blindato per un intero giorno e chiuso per motivi di ordine pubblico con l'impossibilità di poter entrare da parte dei cittadini per la presenza di un gruppo di manifestanti arrabbiati per l’esecuzione di uno sgombero in una casa popolare, occupata abusivamente, al Varignano. Di fronte al Municipio ci sono stati momenti di tensione con polizia, carabinieri e polizia municipale che hanno presidiato per tutta la giornata la zona. Per precauzione è stata chiusa anche la strada davanti al Comune. Ci sono stati anche dei contatti fisici e in una colluttazione una ragazza di 16 anni è stata colpita con un calcio al petto ed è andata al pronto soccorso dell’ospedale Versilia per accertamenti.
Tutto è nato dall’esecuzione di un sequestro preventivo di una casa Erp in via Fontanini al Varignano emesso nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Lucca, che dal 2000 sta indagando sulle case - circa una ventina - occupate abusivamente. In alcuni casi si tratta di occupazione decennali: ma ora le case, su disposizione della procura, dovranno essere liberate.
A cercare di sedare gli animi di fronte al Comune sono intervenuti oltre con agenti e militari dell’Arma, la dirigente del Commissariato Rosaria Gallucci e il collega del Commissariato di Forte dei Marmi, Enrico Parrini che hanno cercato di gestire una situazione effettivamente difficile. Anche se non nuova a Viareggio. Proprio a seguito di uno sfratto nel luglio del 2012 un gruppo di cittadini assediò il comando della municipale.
Alla fine ha prevalso il buon senso da parte di tutti, anche se il Comune è rimasto chiuso e presidiato per l’intera giornata. Anche gli impiegati che nel pomeriggio dovevano rientrare negli uffici sono stati fatti entrare dal retro. Da dove è uscita, scortata, anche l'assessore al sociale, Isaliana Lazzerini. Il sindaco Leonardo Betti, ha ricevuto una delegazione di manifestanti, spiegando la situazione di emergenza in cui si trova il Comune e facendo capire loro che il provvedimento preso ieri rientra in una inchiesta della Procura della Repubblica sulla quale il sindaco non può certo intervenire per bloccare provvedimenti emessi dalla magistratura.
Nel pomeriggio poi Betti ha annunciato di avere preso contatti con il Prefetto. «Ho chiesto di istituire un tavolo di lavoro con Regione e Provincia - dice - per cercare di trovare una soluzione a questa emergenza. Tutto è iniziato dal 2000 e la domanda da porsi, è come mai si sia arrivati fino al 2013 per prendere dei provvedimenti come quelli di oggi (ieri, ndr). Per quanto riguarda la sistemazione per la famiglia che ha dovuto lasciare la casa occupata senza titolo, avevamo trovato una casa famiglia per la mamma e due figli, però hanno preferito andare da uno dei genitori. È chiaro che come Comune speriamo di avere il tempo per poterci organizzare per far fronte a queste emergenze. L'intervento di ieri doveva essere eseguito a novembre, ed è avvenuto a gennaio. Se ce ne saranno altri speriamo di avere il tempo necessario per trovare almeno una sistemazione a chi dovrà liberare la casa. Vorrei ricordare che sono circa 1000 le persone in lista di attesa per una casa e che hanno il diritto di averla. Chi l'ha occupata abusivamente per la legge la deve liberare».
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