La manifestazione
Militare condannato per truffa
Stessa pena (1 anno e 8 mesi) per il titolare di un’agenzia marittima
VIAREGGIO. Un anno e otto mesi: è con questa condanna che il giudice Nidia Genovese ha chiuso ieri il processo a carico di Mario Bezzeccheri e Giovanni Frau, il primo militare della Capitaneria di porto di Viareggio, il secondo esponente della agenzia marittima “Masters” di Ameglia, in Liguria.
Per entrambi gli imputati il capo di imputazione era quello relativo all’articolo 640 del codice penale: truffa.
La storia è quella che passa dall’Ufficio naviglio della Capitaneria, quello che si occupa delle pratiche amministrative della vita di ogni imbarcazione: dalle istanza di iscrizione o di cancellazione delle barche negli appositi registri, ai passaggi di proprietà delle imbarcazioni da diporto, ed il resto della burocrazia con la quale possedere una barca comporta di avere a che fare.
Tutti passaggi burocratici che prevedono i relativi pagamenti delle imposte e l’esibizione dei bollettini di versamento allegati alla modulistica che va depositata, appunto, nell’ufficio competente della Capitaneria.
E qui - secondo l’accusa formulata dalla Procura di Lucca (pm Sara Polino) - si configura il reato che ha portato alla condanna di Bezzeccheri e Frau. Perché i bollettini che l’agenzia marittima - per un periodo di tempo decisamente lungo (sette/otto anni) - in realtà non risultavano pagati.
Ma i documenti, che pure venivano esibiti al momento di completare la pratica - così l’accusa - sarebbero stati “fabbricati” in proprio senza che niente di quanto dovuto venisse versato nelle casse dello Stato.
Gli importi evasi avrebbero raggiunto una cifra intorno ai 50mila euro, secondo le ricostruzioni fatte dalla Procura durante le indagini che alla fine hanno portato ai rinvii a giudizio dei due imputati e ieri alla condanna del militare della Capitaneria e del titolare dell’agenzia marittima ligure. (d.f.)
***
Aggiornamento del 20 novembre 2015: Giovanni Frau, che si proclama innocente, ha annunciato appello e ci informa che l’inchiesta è scaturita da una sua denuncia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
