La manifestazione
Lite Pietrasanta-Carrara per il Centro arti visive
L’Accademia delle belle arti annuncia l’uscita dall’organismo nato quattro anni fa per l’intesa saltata sulla nomina del direttore. Lombardi: «Lo statuto non si tocca»
PIETRASANTA. Tra Pietrasanta e Carrara è scontro aperto. A dare fuoco alle polveri il progetto del Centro arti visive (Cav): un organismo nato quattro anni fa dalla collaborazione fra il Comune e gli artigiani versiliesi e l’Istituto di Belle Arti di Carrara. Solo nell’ultimo anno accademico il Cav ha attivato due master, quello di anticontraffazione delle opere d’arte e di restauro (con un totale di 11 studenti). Ma, sotto il profilo delle nomine, Pietrasanta ha già rivendicato la nomina di presidente, vicepresidente e direttore artistico. Il nodo da sciogliere, o meglio il ruolo da definire, restava quello di direttore didattico: e su questo punto l’Accademia carrarese si è impuntata. Ne è nato un vero e proprio braccio di ferro, fatto di tavoli saltati e, da ultimo di una vera e propria “rottura”.
Ma non è tanto il mancato accordo sulla direzione didattica - sostengono da Carrara - ad aver fatto traboccare il vaso. Sullo sfondo ci sarebbe l’intenzione di Pietrasanta di organizzare i corsi di scultura. Cosa questa ritenuta un vero e proprio affronto dall’Accademia di Carrara che ha immediatamente abbandonato il tavolo della trattativa sul Cav.
Non solo: è stata convocata in tempo record una riunione con il dipartimento di scultura per organizzare, sempre a Carrara, il master post diploma di scultura digitale. La linea di azione è già ben definita: si comincia oggi, con la convocazione del collegio docenti dove verrà portato all’ordine del giorno lo scioglimento del Centro di Arti visive di Pietrasanta. E, in seconda battuta l’uscita di scena dell’Accademia.
Domani, in una conferenza stampa convocata dal presidente Caffaz e dalla direttrice dell’Accademia Lucilla Meloni, verrà spiegata la questione. Ma intanto il presidente dell’Istituto di Belle Arti un commento a caldo lo fa. «Abbiamo cercato sempre di mediare, fino all’ultimo, addirittura accettando che gli altri soci esprimessero presidenza, vicepresidenza e direzione artistica del Cav - spiega - ma andare oltre avrebbe significato sminuire il ruolo di una Accademia, la nostra, che è fra le cinque storiche di tutta Italia».
La replica da Pietrasanta è immediata. «Il Cav è nato come promozione della realtà artistica apuo-versiliese e ancora come struttura di formazione, attraverso i corsi e opportunità per l'indotto. Lo statuto parla chiaro: il sindaco nomina un presidente - gli organi direttivi sono andati in scadenza a fine anno - e lo stesso presidente sceglie fra una rosa di nomi, indicata dall'Accademia, il nuovo direttore. L'incontro di questa mattina in municipio - ieri per chi legge, ndr - è servito per ribadire procedure ed impegni che mi sembrano _ afferma il sindaco Lombardi - abbastanza chiari. L'Accademia pronta a lasciare? Aspettiamo il responso del Consiglio dei docenti: premesso questo, Comune e Artigianart - gli altri due soci del Cav - intendono continuare a valorizzare la realtà locale e di certo non è nostra intenzione abdicare sul versante degli indirizzi dei nuovi corsi».
Telegrafico il commento di Adolfo Agolini, presidente di Artigianart. «Massimo rispetto per le decisioni che prenderà l'Accademia con cui abbiamo bene lavorato in questi anni. Di certo il Cav, con o senza Carrara, andrà avanti, tutelando le peculiarità dei nostri artigiani, attraverso una serie di corsi in sintonia con il territorio». E intanto già si vocifera di un interesse di Firenze come possibile nuovo partner del Centro arti visive.
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