Sicurezza
La Croce bianca vuole riaprire il bar ristorante
Dopo l’esperienza con i titolari della “Rocchetta”, il consiglio direttivo della Pubblica assistenza di Querceta affiderà il servizio a un nuovo gestore
QUERCETA. Il bar-ristorante della Croce Bianca di Querceta è pronto per una nuova gestione: inizialmente affidato ai proprietari del noto ristorante “La Rocchetta" di Pietrasanta - l’ex vicesindaco di Pietrasanta Marco Marchi e la moglie - da mesi ormai l'intero plesso risulta chiuso e adesso il consiglio direttivo della Pubblica Assistenza ha deciso che è giunto il momento di voltare pagina e di concedere ad altri la possibilità di gestire i locali (sempre estremamente frequentati: nel periodo di apertura l'affluenza di volontari, infermieri e pazienti in attesa prima di una visita ambulatoriale era difatti molto alta).
«È ormai tempo che il bar e il ristorante siano riaperti - dichiara il presidente della Croce Bianca Roberto Roni - purtroppo la prima esperienza con “La Rocchetta” non è andata bene come speravamo e alla fine abbiamo deciso di rescindere il contratto per problemi sorti proprio in merito alla gestione. Per tutto questo tempo abbiamo discusso in consiglio su altre possibilità di affidamento, ma alla fine abbiamo concordato che il modo migliore per decretare il prossimo gestore del punto ristoro della nostra sede era quello di aprire le porte a tutte le proposte in modo da valutare un quadro di insieme. Non è un vero e proprio “bando di concorso pubblico”, ma vuole seguire quella linea».
I candidati al posto di “nuovo gestore” del bar e del ristorante infatti dovranno contattare la Croce Bianca (in particolare il presidente Roni) per discutere dei criteri ed effettuare una proposta: ad avere la meglio sarà l'offerta migliore tra quota d'affitto e progetto da attuare.
«Non ci interessa solo la convenienza - spiega Roni - ma stavolta vogliamo conoscere bene le intenzioni e i progetti di chi prenderà in gestione i nostri locali, che sono già completamente attrezzati a spese dell'associazione. Non mettiamo paletti, ma decideremo in favore di quelle idee che più ci coinvolgono e che possono accrescere sempre di più il servizio che offriamo nella struttura della nostra sede sociale. In ogni caso non prenderemo in considerazione le proposte che ci verranno presentate dopo il 5 febbraio: vogliamo infatti cercare di accelerare i tempi quanto più possibile».
Gabriele Buffoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
