La manifestazione
Clochard dormono nel pronto soccorso Protesta in ospedale
Alcuni utenti li notano e chiedono l’intervento dei medici L’Asl: non siamo vigilantes, se non disturbano non li cacciamo
LIDO. Clochard sorpresi a cercare riparo e a dormire nella sala d’attesa del pronto soccorso. E all’ospedale Versilia scatta la protesta. Con alcuni utenti che li notano, li fotografano e chiedono l’intervento dei medici per presunte intemperanze. Che in realtà la stessa Asl smentisce categoricamente: «Non ci risulta sia accaduto nulla di strano».
Non è raro che l’ospedale venga usato come riparo da persone in difficoltà: si pensi ai venditori ambulanti, alcuni dei quali stazionano non solo all’esterno, ma anche agli ingressi. Anche i clochard, tuttavia, scelgono in alcune occasioni la sala del pronto soccorso per trovare un tetto e un po’ di caldo. Soprattutto nelle notti come le ultime appena trascorse, in cui i temporali hanno reso difficile usufruire dei soliti rifugi. E su questo punto i medici dell’Asl intendono sgombrare il campo dai dubbi.
«Se queste persone non si rendono protagoniste di episodi negativi - spiegano i dottori Sergio Milletti e Stefano Buzzigoli, direttori rispettivamente del pronto soccorso e del dipartimento di emergenza-urgenza - e cioè di aggressioni o intemperanze, non li cacciamo. Siamo medici e non vigilantes, questo è bene chiarirlo: la nostra missione è aiutare le persone. E queste, lo ricordiamo a chi magari potesse essersene dimenticato, sono persone come noi. Esseri umani che non sanno dove andare, quando il maltempo infuria, e che vedono nell’ospedale un luogo di accoglienza. Onestamente, non abbiamo motivo per impedire che continui ad esserlo per loro. A meno che, come detto, non creino dei problemi. E non è quello che ci risulta sia avvenuto nelle ultime notti».
I medici dell’Asl, insomma, invitano gli utenti a «rispettare anche chi è meno fortunato di noi, soprattutto quando è senza casa e non sa dove sbattere la testa. È una questione di umanità, più che di ordine pubblico. In ogni caso, assicuriamo per l’ennesima volta che la situazione è sempre monitorata sia dai noi che da tutto il personale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
