Finanza
Abusi edilizi e ambientali più di cento bagni multati
I controlli coordinati dalla Capitaneria sull’intero litorale della Versilia potrebbero portare nelle casse dello Stato due miliardi di euro
VIAREGGIO. Un magazzino trasformato in ben quattro appartamenti, e stessa sorte per il locale che originariamente era quello della “direzione”: sposta di qui, abbatti di là ed ecco che c’è stato anche un soppalco. Sono solo due dei tanti esempi di violazioni riscontrate dalla Capitaneria a carico dei balneari della Versilia nel corso dei controlli iniziati a metà del 2011. Un’attività svolta di concerto con Agenzia del demanio, Provveditorato alle opere marittime e Comuni, che non è ancora terminata (mancano all’appello una quarantina di stabilimenti per ciascuno dei comuni versiliesi costieri) ma che ha già dato come esito 118 notizie di reato, alle quali si sommano 18 ulteriori attività di indagini su delega della Procura di Lucca e 20 sanzioni amministrative.
Sono i dati forniti ieri mattina dal comandante della Capitaneria, Carlo Alberto Iacono, ed dal tenente Angelo Filosa che (ufficio demanio della Capitaneria) ha coordinato l’attività ispettiva. Attività che - compreso l’esito di eventuali incameramenti delle strutture prese in considerazione - potrebbe portare, secondo una prima stima, ad un maggiore introito per le casse pubbliche pari a 2 miliardi di euro. I controlli - spiega il comandante Iacono - «hanno riguardato gli stabilimenti balneari, i ristoranti, pizzerie, bar, discoteche, e perfino distributori di benzina. Perché quando si parla di litorale e porti, si parla di piccole città dove c’è tutto».
Oltre agli esempi più eclatanti di violazione delle normativa urbanistica, ambientale, paesaggistica, e del Codice della navigazione, chi ha visitato gli stabilimenti versiliesi «non ha certo trovato gli ecomostri - spiega il tenente Filosa - né occupazione di ulteriori superfici. Ma tanti piccoli abusi e innovazioni non autorizzate». Insomma, se una cabina diventa un servizio igienico, due unite si trasformano in un bar che prima non c’era. E la discoteca, nata completamente abusiva e che non ha mai concluso l’iter per il condono datato 1985, ha rialzato i locali di un piano, o si allargata sull’argine: «Solo che in casi come questi la non conclusione dell’iter, trascinata lungo tutti questi anni - è ancora Filosa a parlare - è andata incontro alle prescrizioni...». Un 30% delle irregolarità sanzionate non potranno essere sanate ed i responsabili dovranno riportare le strutture allo stato originario. Stato non semplice da ricostruire: «Tra i problemi emersi durante l’attività ispettiva - continua la Capitaneria - c’è stata la difficoltà a reperire le planimetrie complete degli stabilimenti interi, con la rappresentazione di ogni singolo locale».
Il Comune che se l’è cavata peggio è stato Viareggio. E non si sono salvate neppure le strutture in zona Parco: essere soggetti al controllo di un ulteriore Ente, sottolinea Filosa, «non è un deterrente per evitare abusi». Maggiormente in regola si è rivelato Camaiore, «dove abbiamo trovato anche gli stabilimenti più nuovi. E se le cose vanno bene sul fronte di come i balneari versiliesi si sono attrezzati in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, va decisamente peggio sul versante amianto da smaltire. Mentre Forte ha eliminato tutto l’eternit dagli stabilimenti, «da Pietrasanta in su ce n’è ancora -sottolinea Angelo Filosa - e un po’ ovunque». Sul fronte ambientale, i controlli hanno toccato anche l’allacciatura alle rete fognaria, che rimane un problema su percentuali importanti del territorio versiliese, con tutte le conseguenze del caso in materia di inquinamento delle acque. «L’entroterra manca quasi del tutto del sistema di fognature pubbliche - ricorda il comandante Iacono - ed è necessario capire l’entità del fenomeno».
Non si è trattato - ci tiene a sottolineare Carlo Alberto Iacono - «solo di prendere provvedimenti punitivi. Ma di assicurare il maggior gettito fiscale dovuto a favore dello Stato». Oggi i controlli si sono estesi anche al demanio portuale. Che sembra essere più in regola: «Nei grandi cantieri - conclude il tenente Filosa - planimetrie alla mano tutto torna».
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