Se non paghi la mini-Imu ti verrà aumentata del 30%
Entro venerdì 24 devono versarla 40mila versiliesi proprietari di prime case Il contribuente che non rispetta la scadenza rischia sanzioni e interessi
VIAREGGIO. Chi non paga la mini-Imu entro venerdì 24 gennaio rischia di doverla versare con gli interessi. Sono previste, infatti, delle penalità che aumentano gli importi richiesti in proporzione ai giorni di ritardo. E anche i Comuni sono autorizzati al recupero delle somme aggiuntive, anche se si tratta di pochi euro, inviando gli accertamenti a domicilio. Perciò, il contribuente che non versa il dovuto rischia di vedersi recapitare a casa richieste di pagamento sempre più alte. Fino a raggiungere il 30 per cento dell’importo originario, più gli interessi.
Chi deve pagarla. A dover versare entro la prossima settimana la mini-Imu sono i proprietari di prime case nei Comuni dove l’aliquota base è stata alzata nel 2012 e nel 2013: in Versilia, sono 40mila contribuenti tra Viareggio, Pietrasanta (che hanno alzato l’Imu prima casa dal 4 al 6 per mille) e Massarosa (dal 4 al 4,5 per mille). Bisogna tornare a pagare, nonostante l’imposta sull’abitazione principale sia stata abolita, perché lo Stato non ha rimborsato interamente le quote derivanti dall’aumento deciso dalle amministrazioni comunali. Che, quindi, devono richiedere ai cittadini il versamento di una parte (il 40%) della differenza tra le due Imu, prima e dopo l'aumento.
Come si paga. Come detto più volte, la mini-Imu deve essere calcolata in maniera autonoma, oppure tramite i Centri di assistenza fiscale o il proprio commercialista. Il versamento deve essere fatto tramite modello F24 - in banca o anche su Internet - entro venerdì prossimo. Sotto i 12 euro non si paga.
Che cosa si rischia. Il contribuente distratto o pigro sarà chiamato a pagare il 2 per cento in più dell’importo per ogni giorno di ritardo. A patto che il versamento venga effettuato entro i 15 giorni dalla scadenza. Dal quindicesimo giorno di ritardo la sanzione scatta automaticamente al 30 per cento. Per mettersi in regola, senza attendere la cartella del Comune, è necessario comunque consultarsi con i Caaf e i professionisti, in maniera da essere certi sia dell’importo che delle penalità da pagare in caso di ritardo. Chi salta netto l’argomento rischia che - presto o tardi - a casa arrivi l’accertamento del Comune. Le amministrazioni, infatti, sono stati autorizzati dalla legge di stabilità 2014 - che ha eliminato la soglia minima di 30 euro - a inviare richieste di pagamento per qualsiasi cifra. Anche ridotta come la mini-Imu.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
