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Da Luglio a Bella stronza sempre al passo coi tempi
LIDO DI CAMAIORE. Una volta si chiamava musica leggera. Qualcuno più sprezzante coniò il termine «canzonette». Oggi, con una definizione alata , si chiama musica popolare. Giancarlo Bigazzi è stato...
LIDO DI CAMAIORE. Una volta si chiamava musica leggera. Qualcuno più sprezzante coniò il termine «canzonette». Oggi, con una definizione alata , si chiama musica popolare.
Giancarlo Bigazzi è stato un re della musica popolare. Lui che ha scritto Lisa dagli occhi blu (senza le trecce la stessa non sei tu) ma anche Cyrano per Francsco Guccini, è stato veramente un grande autore della musica popolare italiana.
Frasi che hanno fatto anche la storia del costume. Da Luglio col bene che ti voglio e Gloria manchi tu nell’aria.
Senza dimenticare capolavori assoluti come Gli uomini non cambiano.
«Mia Martini, di cui tutti comoscono storia ed avversità – ricorda Gianna Albini – è stata quasi un anno a casa nostra. Intanto mio marito preparava le canzoni per l’album che prevedeva anche Versilia, la canzone che racconta della nostra riviera ed i un amore finito».
Bigazzi, da come lo ricorda la moglie, era un sarto che sapeva cucire canzoni su misura di chi doveva poi interpretarle. Vinse anche a Sanremo con Si può dare di più interpretata dal trio Morandi-Ruggeri-Tozzi.
Ma soprattutto vinse ovunque nelle hit parade (anche del cuore). Gloria è stato (anzi è ancora) un successo universale. Vent’anni o Montagne Verdi di Marcella sono degli evergreen della canzone popolare italiana .
Come Terneità, cantata dai Camaleonti e da Ornella Vanoni. E che dire di Bella stronza. Il mondo cambia e Bigazzi capisce che il turpiloquio fa parte del linguaggio dei giovani e cuoce una canzone perfetta per Marco Masini.
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