Il dolore
La “Guglielmini” fa il tutto esaurito
Un successo lo spettacolo di beneficenza della compagnia
SERAVEZZA. Che ci fanno un impiegato di banca, un pizzaiolo, una casalinga e tra rallisti sul palco del teatro delle Scuderie Granducali? Il tutto esaurito, alla loro prima esperienza teatrale con la compagnia Flavio Guglielmini.
Lo spettacolo andato in scena sabato scorso a Seravezza, “Cosa Bolle in pentola”, è stato infatti un successo inaspettato, tanto che alcune persone sono rimaste fuori perché i posti erano esauriti.
Saranno state le scenette comiche in dialetto versiliese ad attirare il pubblico, o la loro prima su un palco di teatro, fatto sta che neppure loro pensavano di poter attrarre così tanta gente.
«Noi non ci aspettavamo un tale risultato – commenta Riccardo Guglielmini, dell’associazione Onlus Flavio Guglielmini - Gli spettatori sono arrivati in massa e hanno fatto registrare il tutto esaurito; purtroppo però siamo stati costretti a smettere di vendere i biglietti perché il teatro era tutto pieno. Così adesso ci stiamo ingegnando per replicare lo spettacolo altrove».
Alla fine dello spettacolo è stato chiamato sul palco il cast, tutti ragazzi della zona diretti dall’insegnante Elena Cucchiara, e c’è stata un’ovazione e uno scroscio di applausi durato dieci minuti che hanno lasciato i protagonisti esterrefatti.
L’associazione senza scopo di lucro Flavio Guglielmini è nata dopo la scomparsa del rallista nell’incidente avvenuto il 19 luglio del 2009 durante una prova del Campionato Europeo Rally in Bulgaria.
«Il nostro intento – spiega Riccardo - è quello di tenere vivo il ricordo di Flavio anche con attività affini alle suo passioni». Ogni anno l’associazione devolve i ricavati dalle iniziative in beneficenza. «Durante la serata di sabato, come da nostra abitudine a fine anno, abbiamo devoluto i nostri proventi a scopo di beneficenza e solidarietà. Lo facciamo nei confronti di alcune realtà locali: l’anno scorso è andato a Gente di cuore a Querceta e quest’anno abbiamo scelto la Misericordia di Vittoria Apuana». (t.b.g)
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