Gioco
Raggiro milionario ai danni di un’anziana in una casa di cura
L’accusa nei confronti degli ex titolari di Villa Il Contesso a Camaiore è quella di circonvenzione di incapace. I due imputati avrebbero approfittato delle condizioni della donna per farsi firmare un assegno da 350mila euro e cedere titoli per altri 250mila
CAMAIORE. Avrebbe dovuto aprirsi oggi in tribunale a Lucca, ma è stato rinviato per lo sciopero degli avvocati, il procedimento a carico degli ex proprietari della casa di Cura Il Contesso di Nocchi accusati di circonvenzione di incapace e rinviati a giudizio dal gup Marcella Spada Ricci lo scorso ottobre. Alessandro Benedetti e Maria Ledwon, questi i nomi degli imputati, secondo l’accusa avrebbero approfittato delle condizioni di un'anziana ospite della casa di cura da loro gestita per farsi firmare un assegno da 350mila euro e farsi cedere titoli per altri 250mila euro.
L'indagine è stata condotta dal sostituto procuratore di Lucca Salvatore Giannino, secondo il quale i due ex proprietari, che risiedono da anni a Camaiore e sono molto conosciuti in Versilia, approfittando del loro ruolo di unici soci e proprietari della Villa Il Contesso, avrebbero approfittato delle condizioni psico-fisiche di una paziente di 83 anni (l'ospite della struttura soffriva di Morbo di Parkinson, malattia che la costringeva a vivere in uno stato soporoso e l'aveva resa incapace di assolvere ai più elementari bisogni quotidiani e anche di riconoscere i pazienti) per entrare in possesso del suo denaro.
«Abbiamo fiducia nella giustizia e siamo sicuri che la verità emergerà dal processo» aveva dichiarato alcune settimane fa il legale della coppia, Antonio Iascone che precisa come entrambi «dal 2006 avevano ceduto la gestione a una cooperativa e quindi non avevano contatti diretti con i pazienti. La dottoressa Ledwon in particolar modo non frequentava la struttura e non ci lavorava».
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