Sicurezza
Maxi sconto fiscale per ristrutturare casa Ecco come ottenerlo
Prevista la restituzione del 50 per cento dell’investimento per interventi messi in opera e fatturati entro dicembre 2014
VIAREGGIO. Mette una marcia in più il bonus per incentivare le ristrutturazioni edilizie: chi deve sistemare casa vede salire al 50% l'agevolazione riconosciuta dallo Stato (in precedenza era stata in genere al 36%). In pratica, attraverso una detrazione Irpef si ottiene il rimborso di metà della cifra pagata. Ammesso che i pagamenti non siano in “nero” ma regolarmente fatturati e che le spese siano state sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2014.
Da segnalare che mentre in passato ci si era limitati a prorogare le agevolazioni, stavolta per quelle del 2015 si annuncia già una riduzione al 40% della cifra rimborsabile, allo scopo di spingere i cittadini a una accelerazione degli investimenti in questo biennio annunciando che successivamente lo sconto fiscale sarà meno conveniente.
È vero che i soldi li riavremo indietro in 10 anni: ma dove altro lo trovate un bonus che vi offre migliaia di euro, anzi decine di migliaia di euro per lavori talvolta poco rinviabili?
Gli interventi ammessi. Non tutti i lavori potranno beneficiare del maxi-sconto: deve trattarsi di manutenzione straordinaria (compresa «la realizzazione o l'integrazione di servizi igienico-sanitari e tecnologici»), di restauro o risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia (cioè con un complesso di interventi che comportano la modificazione dell'edificio o di sue parti); la manutenzione ordinaria è ammessa solo per parti comuni condominiali. Rientrano fra gli interventi che hanno diritto al maxi-sconto: la realizzazione di «autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune»; l’«eliminazione di barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi»; la dotazione di strumenti tecnologici per aiutare la mobilità di disabili (ma non telefoni viva voce o dispositivi touchscreen); la bonifica dall'amianto e la predisposizione di misure per la riduzione degli infortuni domestici (non la semplice sostituzione della cucina normale con quella con la sicurezza anti-fuga gas ma vale per qualsiasi azione sull'immobile, a cominciare dalla «sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa mal funzionante». Ammessi alle agevolazioni anche «l'installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti, il montaggio di vetri anti-infortunio, l'installazione del corrimano»); la realizzazione di opere per impedire «furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti», ma solo se si interviene sull'immobile (cioè non vale l'abbonamento all'istituto di vigilanza); la «cablatura degli edifici, il contenimento dell'inquinamento acustico, il conseguimento di risparmi energetici», oltre alla «sicurezza statica e antisismica». Attenzione, valgono anche le spese per progettazione, perizie, relazioni e sopralluoghi (ma non per il trasloco o per la custodia dei mobili).
I limiti di spesa. Sale da 48mila a 96mila euro (per ogni unità immobiliare) il limite standard di spesa che può finire sotto l’ombrello dell’agevolazione (anche qui per le «spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015»).
I beneficiari. L’agevolazione non riguarda solo chi è proprietario dell’abitazione: è estensibile a usufruttuari o titolari di altri diritti reali ma anche a chi è inquilino o comodatario così come ai soci di coop casa. La detrazione può spettare – dice l’Agenzia delle Entrate– «anche al familiare (coniuge, parenti entro il 3° grado, affini entro il secondo grado) convivente del possessore o detentore dell’immobile, purché sostenga le spese e le fatture e i bonifici risultino intestati a lui».
Gli altri obblighi. Inutile dire che gli importi devono essere regolarmente fatturati (ma, a quanto è dato sapere, non importa più che sia indicato a parte il costo della manodopera). Non solo: è obbligatorio che il pagamento venga effettuato «tramite bonifico bancario o postale» (in cui vanno indicati «la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento»). Ci sono anche altri obblighi documentali. Non c’è più l’obbligo della dichiarazione di inizio lavori ma, se è previsto per la tipologia dei lavori, bisogna tener presente che prima del via all’intervento va inviata all’Asl una raccomandata a/r. Inoltre nella dichiarazione dei redditi vanno indicati «i dati catastali identificativi dell'immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell'atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione».
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