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Contesta Gaia e resta senz’acqua

Contesta Gaia e resta senz’acqua

Staccato il contatore a Foffo Martinelli: «Sono costretto a pagare»

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VIAREGGIO. «Pago per la mia disobbedienza civile, per la mia cocciutaggine, ma sono costretto a pagare perché la legge è dalla parte di Gaia. Anche se l’acqua è un diritto fondamentale». Foffo Martinelli, conosciutissimo balneare viareggino, ieri mattina ha dovuto fare i conti con gli operai di Gaia, la società che gestisce il servizio idrico integrato sul territorio, venuti a staccargli l’acqua per morosità. Martinelli da tempo è in guerra con la società «che impone prezzi al metro cubo - continua il balneare - tali da rendere l’acqua più cara della benzina». Qualche mese fa aveva annunciato la sua battaglia rifiutandosi di pagare una maxi bolletta frutto di conguagli legati al fatto che il suo contatore non era leggibile. E con lui si erano schierati non pochi cittadini pronti a dare battaglia contro le tariffe «che alimentagli gli stipendi di dirigenti e consiglieri di amministrazione» tuona Martinelli.

Ieri però si è dovuto arrendere di fronte al’evidenza: ilo mancato pagamento ha fatto scattare le procedure per il distacco del servizio «dato che non esiste una normativa - spiega il balneare - che assicuri l’erogazione di un minimo vitale pur trattandosi di un bene, l’acqua, essenziale per la vita. Il diritto, in questo caso, è contro di me e a favore di Gaia. Io pago ma mi chiedo come possano fare quegli anziani con una pensione minima che si vedono recapitare a casa maxi bollette per colpa di qualche conguaglio». Da qui la necessità di non lasciar perdere questa battaglia «e mettere di fronte alle proprie responsabilità le amministrazioni comunali che sono dentro la società Gaia e che sono conniventi rispetto agli atteggiamenti che la società mantiene».

«Dobbiamo chiedere ai sindaco - continua Martinelli - cosa vogliono fare di queste tariffe dell’acqua, dei costi così elevati per un servizio primario da cui dipende la sopravvivenza delle persone». Con le associazioni e i comitati presenti in Versilia le iniziative di sensibilizzazione continueranno «perché i sindaci finalmente si mettano intorno a un tavolo e prendano in considerazione il problema».

E magari anche l’ipotesi , per la verità già avanzata da qualche primo cittadino e affrontata anche in sede di assemblea di Gaia, di introdurre il principio del minimo vitale. Perché nonostante la morosità la decisione di interrompere da un giorno all’altro l’erogazione dell’acqua non vada a colpire le famiglie con maggiori difficoltà, quelle dove ci sono anziani, malati e bambini, ai quali assicurare, appunto, in forma minima un servizio essenziale.

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