Finanza
Case in comodato: stop alla maxi Imu
Lo chiede l’Associazione Civica Massarosa: «Il Comune cambi il regolamento»
MASSAROSA. Bloccare l’aumento sull’Imu per le case concesse ai parenti. Questo quanto chiede Alberto Coluccini, presidente dell'associazione Civica Massarosa, chiedendo al consiglio comunale di discutere un suo ordine del giorno. Massarosa è infatti uno di quei Comuni che ha adottato una regolamentazione tale da assimilare a residenze di tipo turistico anche le case date in comodato d’uso gratuito dai genitori ai figli.
«Sull'Imu - scrive Coluccini - la giunta di sinistra a Massarosa è andata "contro verso" ed anziché recepire la normativa nazionale che da agosto consente di equiparare alla prima casa la casa data in uso gratuito a parenti di primo grado, ha applicato l'aliquota più alta come seconda casa, con addirittura la maggiorazione comunale massima possibile di 3 punti percentuali». Coluccini annuncia, al riguardo, un ordine del giorno. Non avendo consiglieri comunali fa appello perché il documento sia portato, e discusso, in consiglio comunale. «A nostro giudizio il recepimento della normativa rientra invece a pieno titolo nelle politiche di sostegno ed aiuto alle famiglie, ai giovani od anziani e un'Amministrazione Comunale che opera nell'interesse dei propri cittadini debba convintamente e senza indugio recepire le politiche in questa direzione, anche vista la grave situazione economica generale. Pertanto abbiamo protocollato una proposta al Consiglio Comunale chiedendo e facendo appello a tutti i gruppi politici consiliari di imporre tramite un odg vincolante per l'Amministrazione Comunale, che le entrate Imu derivanti dalle abitazioni concesse ai familiari di primo grado ad uso gratuito, siano vincolate in un fondo per la restituzione agli stessi dell'ingiusto e maggiore prelievo applicato dall'Amministrazione Comunale».
Coluccini chiede inoltre «di provvedere ad emendare l'attuale regolamento comunale con il recepimento dell'equiparazione alla prima casa delle case concesse ad uso gratuito ai parenti di primo grado come previsto dalla suddetta normativa nazionale vigente» e «di mantenere questo principio nella stesura di eventuali nuove forme impositive sugli immobili, laddove compatibile con la normativa nazionale vigente».
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