Il Tirreno

Versilia

Locale di Tonfano accusa: controlli asfissianti dai vigili

di Luca Basile
Locale di Tonfano accusa: controlli asfissianti dai vigili

Il bar ristorante L’Abitué lamenta di essere stato sottoposto a 7 verifiche amministrative in sei mesi «Così non si può più lavorare, non chiediamo corsie preferenziali ma rispetto»

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PIETRASANTA. Parla di delusione, sconforto. «In poco più di 6 mesi siamo stati sottoposti a 7 verifiche amministrative: impossibile non essere amareggiati. Stupiti. Pagare tasse e creare lavoro è servito a questo? Sono pronto a rivolgermi alla magistratura se tali comportamenti dovessero reiterarsi». Parole di Matteo Mattia Gemignani, referente della società “La Compagnia del divertimento srl”, titolare del bar-ristorante L'Abituè 187, di Tonfano.

«Mi chiedo: ma il Comune è contro i commercianti? Siamo una nuova attività, crediamo molto in quello che proponiamo, i riscontri sono più che buoni, la clientela ci apprezza, ma ci sentiamo decisamente scoraggiati quando siamo chiamati a rispondere di verifiche, come accaduto in questi ultimi tempi, su un tavolo che forse occupa 10 cm di marciapiede e ancora sulla regolarità di un muretto di 40 cm per 3 metri che esiste da almeno 50 anni. Alla fine, esasperato, ho scritto una lettera ai vari responsabili del Comune, perché il sottoscritto, ma anche gli altri referenti della società, non ne possono più di questa situazione. Ci chiediamo perché dobbiamo subire tutto questo. E non riusciamo a trovare una risposta» spiega Gemignani che poi entra nel dettaglio della problematica.

«La nostra attività - aggiunge - è cominciata nel giugno scorso e, ad oggi, sono ormai innumerevoli le visite già effettuate dagli agenti della Polizia municipale: rispettiamo e crediamo profondamente nel ruolo della stessa Polizia municipale quale estensione del Comune nel far tutelare il regolamento edilizio nonché tutte le altre norme di pertinenza al Comune stesso, rimaniamo però basiti per le modalità con le quali tale compito viene effettuato. Avevamo espresso le nostre perplessità, nell'agosto scorso, al vice sindaco Luca Mori, ma non ci sono stati riscontri incoraggianti, anzi. Vogliamo quindi evidenziare come gli agenti effettuassero controlli alla presenza - continua Gemignani - dei nostri clienti causandoci un gravissimo danno di immagine. Anche i giorni scelti, oltre agli orari, non erano comprensibili nella misura delle verifiche cui erano chiamati a svolgerli: domenica 11 agosto alle ore 21, per chi conosce la Versilia capisce che non è il momento più idoneo data la natura della potenziale infrazione o verifica tecnica. Voglio citare un altro episodio: quando Morena Garfagnini, proprietaria dell'immobile, si è recata presso l'ufficio della Polizia Municipale per avere spiegazioni, le è stato detto: “lei adesso c’ha il penale”. Si capisce non solo l'ignoranza in tema di normativa specifica ma si evince l'intento di indurre la persona a una preoccupazione maggiore rispetto a quanto non già noto. Allo stesso modo si presentarono a novembre dicendo che sarebbero tornati durante l'orario di apertura al pubblico se, in quella sede, non avessimo permesso un sopralluogo immediato. Questi sono i fatti. Chi di dovere, sindaco e polizia municipale, faccia chiarezza. Non chiediamo corsie preferenziali, ma rispetto e di essere messi nelle condizioni di poter lavorare».

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