Lutto
I trucchi per entrare in Ztl aggirando le telecamere
C’è chi evita i varchi elettronici procedendo a retromarcia, chi fa coprire la targa da un amico che scende dall’auto e chi utilizza la farmacia come paravento
FORTE DEI MARMI. Proteste e arrabbiature a iosa – domenica scorsa - con un unico protagonista: il varco con telecamere della zona a traffico limitato che presidia a raso su viale della Repubblica la svolta su via Veneto, proprio sull’angolo nord della piazza Marconi. Un varco contestato da settimane per la sua scarsa visibilità che ha provocato tantissime proteste. In tanti, infatti, alla ricerca di un parcheggio e complice una domenica di bel tempo che ha affollato il Forte, hanno svoltato senza fare attenzione e si sono beccati la multa; altri se ne sono accorti quando l’auto ormai era stata fotografata e così tra improperi e richieste di delucidazioni si è consumato anche il pomeriggio dei vigili che si trovano da quelle parti.
Tra i tanti che hanno denunciato l’accaduto, un commerciante molto noto della zona, come Antonio Giannelli che ha pubblicato anche delle foto eloquenti: «Ecco alcune delle macchine delle vittime di questo pomeriggio in via Veneto – ha scritto su facebook - la stragrande maggioranza di questi non ha la minima idea di essere in multa perché il varco è poco identificabile. Scordatevi che questi dopo la multa tornino la domenica al Forte. Sarà il caso di chiamare “Striscia la notizia” a verificare la visibilità - ha concluso - o ci pensa l'assessore a rimediare?».
I più abili ed esperti della zona, invece, hanno inaugurato vere sessioni di retro-parking, uno “sport” che sta aumentando i suoi proseliti e che consiste nell’entrare nella Ztl da una strada con divieto di accesso in retromarcia: così facendo si va a posteggiare e si evita di passare sotto le “forche caudine” del varco di accesso, e tutt’al più si può beccare la multa perché non si ha il pass della Ztl, di sicuro una spesa affrontabile e più a buon mercato dei verbali delle telecamere.
Un altro trucco per tentare di aggirare le telecamere è anche quello insegnato da altre città - è il caso di Pisa - che hanno dovuto imparare a convivere con i varchi elettronici. Quale? Il conducente dell’auto, all’arrivo davanti al varco elettronico, fa scendere il passeggero e lo piazza dietro la macchina a coprire la targa, almeno fino a quando l’occhio della telecamere è ormai lontano.
Ma a dare la stura alle polemiche sarà sicuramente l’ex assessore Vasco Franceschi che ieri ha svelato la sua ricetta antiverbali. «Sono curioso di vedere cosa succederà – scrive Franceschi sul suo blog - non appena gli automobilisti scopriranno la “Ricetta Anti- Varchi elettronici”. Tutte le persone che inavvertitamente, causa scarsa visibilità dei varchi stessi, si accorgono o vengono informati di essere stati fotografati basta che vadano in farmacia, comprino un medicinale, ritirino lo scontrino e annotino il numero della loro macchina su un prestampato fornito dal Comune e in fase di contestazione potranno così dimostrare lo stato di necessità ed urgenza». Tutto qui.
«Per essere molto chiaro – spiega ancora Franceschi - prima che qualche solone si faccia avanti, ritengo che sia giusto e obbligatorio garantire l’accesso alla farmacia per i farmaci importanti o addirittura salvavita, ma in questo modo, fatta la legge trovato l'inganno. Senza considerare l'aggravio di lavoro per i farmacisti. Insomma che ci sia almeno la ricetta comprovante lo stato di necessità ed urgenza. assessore che ne pensa?».
Paolo Lombardi
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