Il Tirreno

Versilia

Centinaia di pensioni sono nel mirino dell’Inps

di Matteo Tuccini
Centinaia di pensioni sono nel mirino dell’Inps

In arrivo le lettere ai versiliesi che percepiscono la “minima” o l’assegno sociale Chi non ha presentato il modello Red nel 2011 rischia di non ricevere più nulla

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VIAREGGIO. Torna puntuale, come ogni anno, il fantasma del “Red” per centinaia di versiliesi. Dietro quella sigla, infatti, si nasconde il modello di autocertificazione del reddito, che almeno tremila residenti nel territorio dei sette Comuni devono presentare tassativamente entro il 31 ottobre. Parliamo di titolari di pensioni minime o assegni sociali che non fanno dichiarazioni dei redditi, perché rientrano nella fascia di esenzione dell’Irpef. Ma che, appunto, sono obbligati a provare di avere diritto al sussidio dell’Inps.

Controlli sul 2011. Ebbene, l’Inps ha fatto scattare la verifica sul 2011: se il beneficiario non ha comunicato la propria situazione compilando il Red per quell’anno fiscale, e rendendo quindi impossibile all’istituto verificare che ne abbia ancora diritto, scatta la sospensione dell’assegno. A meno che il modello non venga consegnato quanto prima - in genere entro un mese - con la conferma della legittimità della pensione ricevuta.

Pensioni più basse nel mirino. La lettera, che l’Inps sta per inviare nel fantomatico bustone recapitato ogni inizio anno a domicilio - comunicazione che contiene tutte le informazioni su importi e modalità dell’assegno - ha suscitato e continua a suscitare proteste. L’Inps viene accusata, infatti, di perseguitare soggetti deboli. Si dà il caso, infatti, che si tratta di persone che vivono con assegni intorno ai 500 euro mensili, o anche meno (come si vede nella tabella). Ma l’Inps ribadisce che per continuare a erogare questa pensione, bisogna accertare che nulla è cambiato nella situazione economica dell’interessato. Che non ci sono stati, insomma, redditi aggiuntivi come interessi su conti correnti, entrate da affitti e così via.

Che cosa si richiede. Proprio a questo serve il modello Red: è un’autocertificazione con cui si comunicano all’Inps i dati reddituali, in modo da consentire la verifica della legittimità dell’assegno previdenziale e assistenziale. È rivolto in particolare ai titolari di pensioni integrate al minimo, con maggiorazione ed assegno sociale, trattamento di famiglia, pensione di reversibilità. Tutte prestazioni, come detto, che aiutano persone e famiglie che altrimenti non avrebbero sostegno. Chi rientra in queste categorie, anche se non ha altro reddito al di fuori della pensione, è tenuto a presentare il modello Red entro la fine di ottobre. Al pensionato viene chiesto, insomma, di mettere nero su bianco che non ha altri redditi, e che quindi merita ancora di riscuotere l'assegno.

Cosa si rischia. Al momento non c’è ancora una scadenza precisa, anche perché la comunicazione sta per arrivare agli utenti. Ma - da prime informazioni tramite i Centri di assistenza fiscale - sembra che l’Istituto dia la possibilità di mettersi in regola entro un mese dal ricevimento della lettera. Ci non presenta i documenti richiesti, nei prossimi mesi si vedrà decurtare o tagliare le prestazioni. Chi, per esempio, ha una pensione di 300 euro mensili, integrata con 195 euro per raggiungere la soglia minima, si vedrà tagliare proprio questa integrazione. Chi invece ha una pensione d’invalidità e non presenta il Red, rischia di non vedere più un euro; lo stesso vale per gli assegni sociali e familiari. Insomma, tutto ciò che l'Inps eroga in base al reddito è legato a doppio filo con la presentazione del modello.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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