Il Tirreno

Versilia

Prestiti a tasso zero per le imprese in crisi al via dal 20 gennaio

di Valentina Landucci

Fino a 15mila euro di aiuti anche per bollette, affitti e stipendi E le rate si cominciano a pagare un anno dopo l’erogazione

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VIAREGGIO. Il semaforo verde si accenderà alle 9 del 20 gennaio. Da quel momento ci sarà tempo fino alle 17 del 31 gennaio per riuscire ad accaparrarsi uno dei prestiti - da 5 a 15 mila euro, a tasso zero e senza garanzie - che, grazie a 3milioni di euro messi a disposizione dalla Regione, potranno essere concessi alle microimprese toscane di tutti i settori produttivi (tranne quello agricolo) per far fronte a piccoli investimenti, lavori di riqualificazione o ristrutturazione, acquisto di beni e servizi o ancora pagamenti di utenze, stipendi o affitti delle proprie sedi. Possibilità estesa, dal bando regionale, anche a persone fisiche, cioè singoli cittadini, che hanno intenzione di avviare una attività imprenditoriale.

La corsa al prestito è già cominciata. Viste le caratteristiche del finanziamento e la vasta tipologia di interventi che possono beneficiare dei prestiti le associazioni di categoria chiamate a fungere da “sportello” per l’inoltro delle domande, si attendono dal 20 gennaio un vero e proprio assalto. Inevitabile effetto della crisi. E siccome la logica del bando regionale è “chi prima arriva prima alloggia” gli operatori delle associazioni di categoria temono che le risorse disponibili non siano sufficienti per far fronte alla mole di domande che arriveranno.

Beneficiari e requisiti principali. Come detto potranno accedere ai prestiti persone fisiche che intendono avviare una impresa o microimprese (fino a un massimo di 9 dipendenti) in tutti i settori produttivi tranne quello agricolo. In questa categoria rientrano tantissime realtà versiliesi: piccole impresa artigiane, negozi, bar e ristoranti, hotel solo per fare alcuni esempi. Occorre però essere in regola con il Durc, cioè con il pagamento dei contributi, cosa che in tempi di crisi può non verificarsi per le piccole imprese in difficoltà. Inoltre è necessario che l’attività che fa richiesta del finanziamento abbia una redditività economica tale da permettere la restituzione del prestito.

Prestiti e spese ammissibili. Come detto i prestiti ammessi vanno da 5 a 15mila euro, ottenibili senza garanzie, a tasso zero e da restituire in un massimo di 60 rate ma non subito: la prima rata si paga 12 mesi dopo l’erogazione del finanziamento. È evidente che si richiede al beneficiario la rendicontazione delle spese per le quali si richiede il prestito da effettuarsi entro e non oltre i primi nove mesi dalla data di sottoscrizione del contratto di finanziamento. Possono essere finanziate ad esempio spese per macchinari, attrezzature, arredi, consulenze e servizi per l’avvio o lo sviluppo dell’impresa, spese per utenze, affitti e stipendi, scorte, materie prime o di consumo, opere murarie di ristrutturazione, investimenti nell’ambito delle norme per la sicurezza dei luoghi di lavoro o il rispetto dell’ambiente.

Quando e dove. Le domande si possono presentare on line dal 20 al 31 gennaio tramite uno degli sportelli delle associazione aderenti alla rete Pem (Prestiti di emergenza per le microimprese) che sono: Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria e Conflavoro. L’assistenza da parte delle associazioni è a pagamento e gli aderenti alla rete sono tenuti a rendere pubbliche lò proprie tariffe.

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