Sicurezza
Colpevoli per il morto in cantiere
Viareggio: marinaio cadde da un ponteggio, condannati ex dipendente Azimut e il comandante dello yacht
VIAREGGIO. Colpevoli per il marinaio morto in cantiere. È arrivata venerdì, a quasi sette anni dalla tragedia, la sentenza del processo per la vicenda di Joubert Thomson, il 22enne sudafricano caduto da un ponteggio in un capannone della Polo Nautico il 22 febbraio 2007, e deceduto pochi giorni dopo. Una sentenza, quella del tribunale di Lucca, che condanna a un anno di reclusione (pena sospesa) Bartolomeo Giangrasso, ex dipendente di Azimut che aveva l’incarico di coordinare i lavori allo yacht Romanza (del cui equipaggio Joubert faceva parte), e il comandante della stessa imbarcazione, l’inglese James Verity.
Il tribunale, infatti, li ha giudicati responsabili di omicidio colposo e violazione delle norme di sicurezza sul lavoro. Deciso anche un primo risarcimento - in attesa che si pronunci il giudice civile - di 50mila euro a testa per i familiari di Joubert, per un totale di 270mila euro. Assolti invece Attilio Fornile, spezzino, legale rappresentante della Euroservizi 2001, ditta che venne incaricata dell’installazione del ponteggio, e Mohamed Sai, algerino, addetto al montaggio del ponteggio.
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