Sicurezza
Arriverà a carnevale il rincaro del caffè al bar
Prima di fine mese riunione tra gli esercenti per adottare una linea comune La Ferla: «Non possiamo non aumentare il prezzo, è fermo da cinque anni»
VIAREGGIO. Questione di giorni, settimane, poi dovremo fare i conti con un altro aumento: quello del caffè al bar. Per preparare i clienti, la Confcommercio la mette così: «Una possibilità che non farà fare i salti di gioia agli amanti dell'espresso ma da non demonizzare a priori. In molte parti d'Italia si è già aperta la discussione sul rincaro della tazzina e praticamente tutti gli operatori sono ormai concordi nel considerare questa possibilità come una misura dolorosa ma necessaria».
A provocare lo sforamento di quella che è ormai una soglia psicologica, 1 euro, sarebbero più fattori: gli aumenti generalizzati dei tributi che i pubblici esercizi hanno subito pesantemente negli ultimi due anni, oltre al doppio aumento dell’Iva, e al costo sempre più salato delle materie prime.
«Essere riusciti per 5 anni a bloccare il prezzo è stato un atto di responsabilità dei nostri imprenditori in un momento difficile - afferma il presidente regionale della Federazione italiana pubblici esercizi Fipe Aldo Cursano - ma la misura è ormai colma e l'aumento dell’Iva unita ai rincari in fatto di Tares e tributi locali, suolo pubblico e affitti degli immobili potrebbe generalizzare anche in Versilia quella che è ormai realtà in molte città. Non di rado infatti alcuni bar sono arrivati ad 1,20 cent mentre negli autogrill ormai da tempo la "mitica" tazzina si è assestata sull'euro e cinque centesimi».
Insomma, decisione presa, resta da stabilire il quando. Su questo è Federico La Ferla, responsabile Confcommercio per i pubblici esercizi di Viareggio, a indicare la tempistica. «Entro la fine del mese - dice - come esercenti ci autoconvocheremo in assemblea per decidere tutti assieme quale linea adottare, in modo da evitare di farci guerre inutili. Credo che per carnevale potremmo partire tutti con l’aumento. Di certo, per i rincari che abbiamo dovuto gestire in questi cinque anni, non possiamo non farlo. Tradizionalmente il prezzo del caffè seguiva quello del quotidiano ma, mentre il primo è rimasto fermo, il secondo è arrivato anche a 1,30 cent. Anche questo è un indicatore che deve far riflettere: siamo consci delle potenziali ripercussioni negative del rincaro, ma purtroppo il rapporto costi-ricavi è sempre più difficoltoso per la categoria, appesantito da aumenti di tasse che strozzano l'economia oltre che da affitti sempre più onerosi».
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