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Versilia

il ricordo del clochard

La fine solitaria di Andrzej «Così muoiono gli ultimi»

La fine solitaria di Andrzej «Così muoiono gli ultimi»

VIAREGGIO. Avrebbe compiuto 60 anni il 12 di questo mese Andrzej Fedoronicz, il clochard polacco trovato senza vita da alcuni connazionali che ogni tanto lo aiutavano, martedì pomeriggio in un...

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VIAREGGIO. Avrebbe compiuto 60 anni il 12 di questo mese Andrzej Fedoronicz, il clochard polacco trovato senza vita da alcuni connazionali che ogni tanto lo aiutavano, martedì pomeriggio in un container in via Fosso Matelli, dove aveva trovato riparo.

Da dieci anni Andrzej viveva nella nostra città: quando è arrivato dalla Polonia, aveva trovato anche un lavoro come meccanico. Poi le disavventure della vita lo hanno portato a ritrovarsi in mezzo alla strada a vivere di stenti. «Purtroppo un incidente stradale di cui è stato vittima diversi anni fa - dice Jngna Blonski che con il fratello Piotr, anche loro polacchi, gli è stato fatale per perdere lavoro - Fu investito in bicicletta, mentre percorreva via Montramito e da quell’episodio la vita di Andrzej è cambiata». È stato costretto, quindi, a dover vivere chiedendo l'elemosina. «Purtroppo sì, perché poi quando non hai più lavoro, né una residenza e sei straniero, non hai diritto a nulla, neppure ad un’assistenza medica, ed allora per lui sono iniziati i problemi. Ci siamo conosciuti un giorno in pineta e gli abbiamo, nel limite delle nostre possibilità dato una mano. Veniva a mangiare a casa nostra al Varignano, anche se quotidianamente andava alla mensa di Sant’Antonio o a Torre del Lago. Gli avevamo comprato un telefonino cellulare con il quale eravamo in contatto. La sera dormiva in questo container in via Fosso Matelli, dopo che non aveva trovato ospitalità alla Misericordia o in altri posti. La mattina però presto partiva in bicicletta e veniva in centro per cominciare la sua giornata chiedendo l’elemosina. Era conosciuto, ultimamente non stava bene. L’ho accompagnato all’ospedale Versilia per farlo visitare e grazie al cuore di alcuni medici è stato controllato. Avevano iniziato insieme un percorso di cure, che purtroppo si è concluso bruscamente martedì pomeriggio, quando lo ha trovato senza vita nel container mio fratello Piotr».

«Desidero ringraziare i medici che l'hanno assistito - afferma Jngna - Gli stranieri in Italia se non hanno lavoro né residenza, non hanno diritto neppure ad un'assistenza, quando invece in Germania per esempio non è così. Poi non vorrei essere fraintesa, ma la comunità romena presente a Viareggio è ospitata in un campo comuale a Torre del Lago, dove hanno un minimo di assistenza, anche sanitaria. Per esempio noi polacchi, che siamo in diversi anche a Viareggio, non siamo trattati nello stesso modo. La mia è solo una constatazione. Andrzej non ha avuto neppure un funerale, l’hanno portato al cimitero direttamente».

Roy Lepore

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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