Il Tirreno

Versilia

Buratti benedice la Versilia dei Vanzina «C’è lo spirito di Forte»

di Claudio Vecoli
Buratti benedice la Versilia dei Vanzina «C’è lo spirito di Forte»

Dal bagno Costanza alle cene al Maitò, ecco tutti i luoghi del film Il primo cittadino ospite all’anteprima: «Mi è sembrato di essere a casa»

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NOSTRO INVIATO A ROMA. Quando in sala cominciano a scorrere i titoli di coda di Sapore di te, Umberto Buratti si alza in piedi gongolante. «Siamo a Roma in pieno inverno, ma mi sento un po' come se fossi a casa mia». Già perché il cinema Adriano, a due passi da Castel Sant'Angelo e da piazza San Pietro, per poco più di un'ora e mezza si è trasformato in un angolo di Versilia. Merito dell'anteprima del nuovo film dei fratelli Vanzina che mercoledì sera – dopo la matinée dedicata alla stampa – è stato proiettato per la prima volta in pubblico alla presenza di circa duecento invitati (tanti quanti ne conteneva la sala). Fra cui, appunto, il sindaco di Forte dei Marmi.

E noi abbiamo voluto assistere alla proiezioni seduti proprio accanto a lui, per catturarne le impressioni e le emozioni. Sul film, naturalmente. Ma, soprattutto, sull'immagine che dal sequel di Sapore di mare esce del piccolo fazzoletto dorato di terra che Buratti amministra.

Dopo un breve prologo ambientato nientemeno che in Baviera e che dà il via alla storia, la prima immagine di Forte che i duecento dell'Adriano si trovano di fronte è quella dell'insegna del bagno Costanza. E sul volto del sindaco si disegna subito un sorriso. «Ecco, questa è Forte. Le cabine in legno, la spiaggia, il pontile e le Apuane sullo sfondo...» Sarà solo la prima di una lunga serie di cartoline dalla Versilia che si succederanno sul grande schermo.

L’insegna del Costanza. Pochi fotogrammi dopo ecco il Caffè Roma, con i suoi tavoli all'aperto sulla piazza. E poi alcuni angoli più belli di Roma Imperiale, con Martina Stella che pedala in bicicletta lungo la via Fiume. Tutto è ordinato. E la scelta dell'angolatura delle cineprese spesso finisce per esaltare il paesaggio: «Che belle le cabine in legno riprese di profilo in modo da esaltarne la prospettiva...», commenta ancora Buratti.

La stazione di Viareggio? Falsa. Malgrado la ricercatezza delle immagini, nulla alla fine risulta artefatto per lo spettatore. E tutti gli scorci di Forte – se si tolgono alcune cabine telefoniche che ormai non esistono più da tempo, ma che negli anni Ottanta erano prese d'assalto dai turisti – sono veri. Fasulla, all'occhio attento di chi conosce la Versilia, è semmai la stazione ferroviaria di Viareggio, ricostruita in qualche grande stazione (fra i cartelli si legge un binario 13 che proprio non esiste). Ma è una “licenza cinematografica” di cui davvero pochi possono rendersi conto.

A ballare in Capannina. Il giorno diventa notte. E allora il bagno Costanza lascia spazio alla Capannina di Franceschi, con l'inconfondibile insegna che accoglie i clienti all'ingresso sul lungomare. E, subito dopo, la pista da ballo con i divanetti. «Sembra di respirare quell'atmosfera che solo in Capannina si può apprezzare», chiosa ancora Buratti.

I Caraibi? A Cala Violina. L'unica buccia di banana su cui scivola anche il sindaco arriva dopo quasi mezz'ora di film. Ovvero quando i ragazzi protagonisti della storia decidono di andare a fare un bagno «nell'acqua limpida che sembra quella dei Caraibi». Buratti, dopo questo dialogo, sfiora l'apoteosi. Ma solo qualche istante dopo si capisce che gli amici che si riferiscono al mare di Cala Violina, nel Grossetano (per altro un po' troppo lontano per una gita in barca da Forte). L'entusiasmo del sindaco scema leggermente. Ma è solo un attimo. Perché poi Forte torna protagonista indiscusso. E perfino il cimitero, dove è ambientata una scena fra Martina Stella e Giorgio Pasotti, sembra un luogo che vale la pena visitare.

Alberghi e negozi. C'è spazio anche per gli alberghi più in. Un ruolo importante nella storia se lo ritaglia l'Augustus, ex dimora estiva della famiglia Agnelli. Ma alcune scene sono girate anche al President. E poi c'è il negozio di antiquariato a due passi dal ristorante da Lorenzo che nella storia è di proprietà di uno dei protagonisti della pellicola. «E' davvero così, non è stato ritoccato per esigenze sceniche», sottolinea Buratti.

Le cineprese non riescono nel miracolo di raddrizzare un palo della luce che pende in una stradina di Roma Imperiale. «Stona un po' – ammette il sindaco – ma da tempo ho già segnalato all'Enel che deve essere risistemato al più presto».

La rivalità con Pietrasanta. C'è spazio anche per un pizzico di campanile. Le uniche volte che la “rivale” Pietrasanta viene citata nei dialoghi del film è perché da lì arrivano due giovani che si fumano canne a volontà. «Non è che la piccola Atene ci faccia una gran figura», sghignazza il sindaco. «Ma questo commento non lo scrivere...», prova (inutilmente) a rimediare in corner.

Camerieri & ristoratori. Nel finale della prima parte del film c'è gloria anche per l'edicola del centro, dove si incrociano due dei protagonisti del film. zVedi l'edicolante? E' un cameriere del Bocconcino», spiega.

Il film prosegue fra mille altri angoli del Forte. C'è spazio per il Maitò, dove si consumano un paio di cene (ed alcune delle scene più riuscite). «E in sala, ad accogliere i clienti, c'è proprio il figlio del vero proprietario», puntualizza Buratti. Alcuni ciak sono poi ambientati al Tennis Europa («Il maestro di tennis è figlio di un mio amico»), sul pontile (poteva forse mancare?) e perfino al San Camillo, promosso al rango di vero e proprio ospedale per curare il più piccolo protagonista del film: un bimbo di pochi mesi che è il figlio della coppia Stella-Pasotti.

Immutabile Forte. Il finale della pellicola è un breve tuffo nell'attualità: la Forte dei Marmi dell'estate 2013. Ma a parte un superlussuoso yacht ormeggiato al largo e i capelli bianchi di gran parte dei protagonisti, la Versilia resta identica a se stessa. «Tutto muta, ma non Forte dei Marmi. E' un po' il concetto della stessa spiaggia, stesso mare che ci ha sempre piacevolmente caratterizzato», sottolinea Buratti.

Benedizione finale. A fine proiezione arriva dunque la “benedizione” del sindaco al film. «E' un bel film, ben recitato e ottimamente confezionato dai Vanzina. Quanto all'immagine di Forte dei Marmi, ne esce ancor più rafforzata. Negli anni Ottanta, quando uscì il primo “Sapore di mare”, il turismo ne beneficiò sia in termini di presenze che di prestigio. E, più di recente, un effetto analogo lo abbiamo registrato con la fiction Caro maestro. Questo Sapore di te ha tutte le carte in regola per ripetere quei successi. Ce lo auguriamo per i Vanzina e, perché no, ce lo auguriamo anche per il Forte».

@ClaVecoli

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