Il Tirreno

Versilia

Strage, respinte tutte le eccezioni dei difensori

di Donatella Francesconi
Strage, respinte tutte le eccezioni dei difensori

Il processo va avanti, prossima udienza il 22 gennaio Da febbraio il dibattimento entra nel vivo dei fatti

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VIAREGGIO. Un processo alla chiusura della sezione distaccata del Tribunale di Lucca ed alla riorganizzazione che il presidente Franco Mormino ha ritenuto effettuare in vista di quel 13 settembre 2013 che ha segnato la chiusura del presidio di giustizia a Viareggio. Questo è sembrata l’udienza che si è tenuta ieri, la terza, al Polo fieristico di Lucca sul disastro ferroviario di Viareggio. Udienza nel corso della quale il collegio presieduto da Gerardo Boragine (e composto dai colleghi Nidia Genovese Valeria Marino) ha respinto tutte le eccezioni presentate dagli avvocati difensori degli imputati (tra i quali figurano i vertici di Ferrovie, compreso l’amministratore delegato del Gruppo, Mauro Moretti). Dopo aver chiesto un mese fa le carte della riorganizzazione che ha portato a creare il terzo collegio con i giudici chiamati ad occuparsi del processo per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009, i difensori - ieri mattina - hanno contestato la «forma del provvedimento». Come aver puntato i piedi per la pizza e poi rimandarla indietro perché non è pastasciutta.

Intanto, però, il “processo” al passaggio a Lucca della sezione distaccata del Tribunale, ha portato alla luce un dato che - alla luce dei fatti e delle battaglia fatta da avvocati e parlamentari locali - dà di che pensare. In aula il collegio giudicante ha prodotto il decreto che ha come oggetto “Distribuzione dei procedimenti penali in previsione della soppressione della sede distaccata di Viareggio”. È del 12 aprile 2013 e porta la firma del presidente del Tribunale, Francesco Mormino. I dati sono quelli «aggiornati al febbraio 2013» quando «la pendenza complessiva del Tribunale di Lucca era di circa 3.198 processi a rito monocratico». Di questi - continua il documento - «circa 997 pendenti in sede centrale e circa 2.201 nella sede distaccata». Insomma, a Viareggio si teneva, all’epoca, oltre il doppio dei processi che a Lucca.

Si torna in aula, al Polo fieristico di Lucca (dove ieri si sono visti esponenti della Cgil di Viareggio e Lucca, il presidente della Provincia Baccelli, il vice sindaco di Viareggio, Puccetti, ed il Questore Cracovia), il 22 gennaio. Per concludere la discussione sugli atti che andranno a comporre, in via definitiva, il fascicolo per il dibattimento.

Anche in questo caso a dividere difensori degli imputati e avvocati delle parti civili è l’incidente probatorio, che si è concluso con una perizia dei tecnici del Gip che contrasta - in merito a ciò che ha squarciato la cisterna carica di Gpl - con le conclusioni della Procura guidata da Aldo Cicala. «Nel fascicolo per il dibattimento - ha detto, deciso, l’avvocato Armando D’Apote, difensore dell’amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti - chiediamo la sola acquisizione dei verbali dell’incidente probatorio stesso e della relazione dei periti. Punto». A D’Apote (che non ha dimenticato di sottolineare come «i contrasti anche esterni all’inchiesta da anni si giochino su questo punto») ha replicato il pubblico ministero, Salvatore Giannino: «La verbalizzazione dell’incidente probatorio è anche video, perché tutte le fasi sono state riprese. E gran parte delle risposte date in aula di basano su quei video».

Ma c’è un altro punto che ha diviso difesa e parti civili: l’acquisizione della relazione di indagine firmata dall’ispettore superiore della Polfer Lombardia, Angelo Laurino, che ha teso il filo delle indagini lungo i binari proprio nel lavoro datato 12 aprile 2012. Acquisizione al fascicolo del dibattimento richiesta da Graziano Maffei, legale - tra l’altro - del Comune di Viareggio. E fortemente contestato dai difensori “capitanati” da Gaetano Scalise che ha definito il lavoro di Laurino «un documento valutativo e come tale non acquisibile».

L’udienza del 22 dovrebbe sciogliere gli ultimi nodi procedurali, compreso quello dei testimoni indicati dalla Procura: un altro passaggio sul quale i difensori degli imputati daranno battaglia. Poi, a febbraio, il processo entrerà finalmente nel vivo.

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