Il Tirreno

Versilia

Spiagge, amori e... Versilia protagonisti con i Vanzina

di Claudio Vecoli

Trenta anni dopo “Sapore di mare” arriva nelle sale “Sapore di te”: nuovo cast e nuove storie ma resta, inossidabile, il mito della villeggiatura a Forte dei Marmi

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INVIATO A ROMA. Visto da fuori, il mito della Versilia resiste immutato e inossidabile. E, come certe canzoni che accompagnano le estati della nostra vita, continua a far rima con sole, mare e amore.

Trent’anni dopo il clamoroso boom di “Sapore di mare” (correva l'anno 1983...), i fratelli Vanzina tornano ad ambientare a Forte dei Marmi le vacanze estive ideali degli italiani con “Sapore di te”, commedia lieve e ben confezionata che da domani affollerà con oltre quattrocento copie le sale cinematografiche di mezzo stivale.

Come accade nella gran parte dei sequel di pellicole di successo, i Vanzina – Carlo alla regia, Enrico alla sceneggiatura – si affidano per questo secondo capitolo della minisaga versiliese a molti degli ingredienti già utilizzati per l'originario “Sapore di mare”.

E anche se l’orologio è spostato in avanti di quasi un quarto di secolo, nel cuore di quegli anni Ottanta tutti da bere che nel bene e nel male hanno comunque segnato un’epoca, il tempo non sembra poi essere passato più di tanto. Nonostante in mezzo ai sentimenti e alle ragazzate faccia capolino per la prima volta la politica (ma forse è la parte meno riuscita del film). Fra i protagonisti troviamo così il bagnino tutto muscoli che seduce le turiste straniere, i ragazzi delle famiglie bene sempre pronti a tuffarsi in avventure più o meno coinvolgenti, i genitori a caccia di scappatelle con i vicini di ombrellone, gli scherzi goliardici tipici della gioventù.

Succede così che Luca e Chicco – due compagni di università – finiscano per innamorarsi della stessa ragazza, che l'onorevole socialista in vacanza perda la testa per un'ingenua soubrette arrivata dalla provincia campana o che una bella laureanda fiorentina venga travolta da un'insolita passione per un affascinante giovanotto del posto. Il tutto raccontato però con leggerezza ed eleganza, senza mai scadere nella volgarità ma anche senza lasciarsi contagiare dal gusto per il paradossale tanto di moda nella commedia contemporanea.

Di diverso rispetto al passato ci sono naturalmente gli interpreti. Per “Sapore di te” i Vanzina non hanno voluto richiamare nessuno degli attori che hanno dato vita a “Sapore di mare” così da evitare ogni sorta di continuità fra le due pellicole (il vero trait d'union è semmai temporale: il nuovo film inizia nell'estate in cui si concludeva il vecchio). Ma i due fratelli hanno voluto un gruppo di attori che rappresentassero due generazioni: i grandi (Vincenzo Salemme, Nancy Brilli, Serena Autieri e uno strepitoso Maurizio Mattioli) e gli adolescenti (Martina Stella, Giorgio Pasotti, Eugenio Franceschini, Matteo Leoni, Katy Saunders e Virginie Marsan).

Ma in un film corale dove non ci sono dei veri protagonisti, a prendersi davvero la scena resta la Versilia. O, meglio, Forte dei Marmi. Che salvo rare eccezioni (qualche ciak all'Argentario e un paio di inserti ambientati a Livorno) fa continuamente da sfondo a tutta la storia. Rafforzandone il mito di terra di vacanze per definizione.

C'è il bagno Costanza, con le sue cabine di legno, dove si consuma il rito della vita da spiaggia. C'è la Capannina, con le sue serate danzanti. Ci sono l'hotel Augustus, ex dimora estiva della famiglia Agnelli, e il Caffè Roma, un tempo ritrovo di artisti e scrittori. Ma ci sono soprattutto gli scorci della Forte dei Marmi più segreta, con le stradine su cui si affacciano le ville più belle e più inviolabili. Ebbene, se c'è qualcosa che non sembra proprio essere cambiata è proprio la Versilia, forse fin troppo da cartolina, ma immutabile nella sua eleganza. Un fascino che Forte ha mantenuto proprio fino alla fine degli anni Ottanta.

E se mai ci sarà un “Sapore di mare 3” - che il finale del film ambientato ai nostri giorni lascia immaginare – quel fascino non potrà non essere contaminato dall'arrivo dei russi e del loro lusso sfrenato e fine a se stesso. Ma questa è tutta un'altra storia.

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