Italia
«Non sono stato omertoso. Ho solo voluto capire dove si stava andando»
Nell’ordinanza del gip Alessandro Dal Torrione che dispone l’arresto dell’ex nostromo della Capitaneria, Stefano la Rosa, il modo in cui Francesco Di Manno risponde agli inquirenti che operano su...
Nell’ordinanza del gip Alessandro Dal Torrione che dispone l’arresto dell’ex nostromo della Capitaneria, Stefano la Rosa, il modo in cui Francesco Di Manno risponde agli inquirenti che operano su delega della Procura (pm Fabio origlio) viene definito come «non del tutto genuino». Servono due “incontri”, infatti - così ricostruisce l’ordinanza - affinché Di Manno - messo davanti all’evidenza delle fatture - ammetta di essere stato uno di quelli che pagava l’ormeggio non dovuto per la banchina “il Bori” dove operava l’azienda “Darsena Italia”.
Ma Di Manno ci tiene a dire la sua sul proprio comportamento: «Non sono stato assolutamente omertoso», afferma deciso per poi continuare: «Ho solo preso le mie informazioni sull’inchiesta ed il risultato che la stessa si prefiggeva di raggiungere. Una volta capito il contesto, è vero... nel secondo incontro con i carabinieri ho ammesso che pagavo l’ormeggio non dovuto. D’altra parte in Darsena era tutta una vessazione...».
Poi, una riflessione, ed è la prima pubblica in questo senso da quando i primi esiti dell’inchiesta aperta sono diventati pubblici: «Mi chiedo se sia giusto che La Rosa stia agli arresti domiciliari...Va a finire che pagherà solo lui...Io credo, invece, che vadano cercate tutte le responsabilità». (d.f.)
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