Gioco
La Patrimonio deve ridare l’Iva riscossa sui rifiuti
Il giudice di pace dà ragione a ex dirigente Asl che contesta la fattura della Tia La società comunale condannata a pagare 400 euro, più 1.700 di spese legali
VIAREGGIO. La Viareggio Patrimonio deve rimborsare l’Iva riscossa sulla vecchia tariffa dei rifiuti (Tia). Ne è convinto il giudice di pace, che dà ragione a un ex dirigente dell’Asl sul contenzioso promosso per la restituzione dell’Imposta di valore aggiunto. Una voce di spesa della fattura della Tia, recapitata a tutti i cittadini viareggini. Ma giudicata illegittima da una sentenza della Corte costituzionale e da una della Corte di Cassazione, proprio perché non si possono far pagare imposte sulle imposte. Fatto sta che il giudice ha dato ragione al contribuente, condannando la Patrimonio a restituire 400 euro, più 1.700 di spese legali.
Il contenzioso. A promuovere la causa civile è Claudio Rapalini, ex direttore amministrativo dell’Asl Versilia oggi in pensione. Rapalini, che per motivi professionali è esperto di questioni fiscali - è anche giudice della Commissione tributaria provinciale di Pisa - chiedeva la restituzione di 405 euro pagati sulle vecchie fatture della Tia, più gli interessi e le spese legali. Il contenzioso, come molti altri promossi negli ultimi anni, si basava - oltre che sui documenti di legge - anche su articoli dei giornali che riportavano il dibattito sulla questione, e i pronunciamenti dei vari giudici.
Le sentenze. A definire illegittima l’Iva fatta pagare sulla Tia sono state due sentenze dei massimi tribunali del Paese. La prima della Corte Costituzionale nel 2009, l’altra della Corte di Cassazione nel 2012. Il punto fondamentale di tutta la questione è che l’Iva è una tassa, e la Tia pure; di conseguenza una tassa su una tassa è un abuso. Ma di fronte a questi due pareri, assolutamente vincolanti, sia la Sea che la stessa Patrimonio hanno sempre fatto spallucce. Tanto che - Il Tirreno lo aveva scritto circa un anno e mezzo fa - alle richieste di rimborso degli utenti veniva risposto che si era «in attesa di chiarimenti». Nel frattempo, però, numerosi cittadini si sono mossi per riavere l’Iva. Tra questi anche contribuenti illustri come l’ex sindaco Carlo Alberto Ferrari - che ha intrapreso una vera battaglia sull’argomento - e appunto l’ex dirigente dell’azienda sanitaria Rapalini.
Un rebus per la Patrimonio. Per la Patrimonio - che ha comunque fatto appello - una brutta gatta da pelare. Non tanto per la cifra, visto che si parla di 400 euro (anche se viene quadruplicata con le spese legali). Quanto per il fatto che, in un futuro neanche tanto lontano, la società potrebbe essere chiamata a restituire una valanga di quattrini a tutti gli utenti a cui è stato imposto il pagamento dell’Iva. Un pericolo non di poco conto, soprattutto alla luce del bilancio non in buono stato della società partecipata dal Comune: è di pochi mesi fa la notizia di un buco da 7 milioni di euro.
@matteotuccini
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