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La Morina fa pulizia e in città non si respira

La Morina fa pulizia e in città non si respira

VIAREGGIO. Stavolta la puzza che fa venire mal di testa e dà la nausea è arrivata fino in centro città. Via Regia, piazza Mazzini, la Passeggiata: nessuna zona del centro è stata risparmiata. Al...

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VIAREGGIO. Stavolta la puzza che fa venire mal di testa e dà la nausea è arrivata fino in centro città. Via Regia, piazza Mazzini, la Passeggiata: nessuna zona del centro è stata risparmiata. Al sindaco Betti è bastato mettere per un attimo la testa sul balcone del Municipio per rendersi conto che stava accadendo qualcosa di particolare, pur in una città che con l’odore pestilenziale fa i conti ormai da quasi dieci anni, senza che nessuno degli Enti competenti abbia saputo trovare una soluzione al problema.

Ieri pomeriggio, però, Betti si è attaccato al telefono: «Ho chiamato la Protezione civile che ha messo in moto le guardie volontarie ambientali. Ho chiamato Asl e Arpat, ma anche l’ufficio ambiente del Comune. Ed infine Sea risorse». L’azienda partecipata che si occupa della raccolta differenziata è, infatti, proprietaria dell’impianto della Morina. Là dove si produce il compost dal verde, infatti, Arpat ha individuato - ormai da tempo - la causa dell’odore nauseante.

«Mi è stato spiegato - racconta il primo cittadino - che nella giornata di oggi (ieri per chi legge, ndr) è stata movimentata una grande quantità di materiale perché devono iniziare i lavori sul piazzale. Ho chiesto a tutti di verificare e fornirmi gli elementi per capire cosa abbia provocato l’odore che ha stretto in una morsa tutta la città per buona parte del pomeriggio».

I lavori sul piazzale sono quelli che l’azienda presieduta da Filippo Guidi (del quale non abbiamo mai letto, dalla nomina, neppure gli auguri di Natale ai cittadini/utenti) deve realizzare come da ultimo verbale di Arpat. Nonostante la buona volontà del neo amministratore delegato Alberto Corsetti, insomma, sembra che i “guai” per la Morina non siano affatto terminati.

Si attende di conoscere la valutazione di Arpat sull’ultima emissione mefitica di ieri, ma anche di capire come mai si continui a consentire che un’azienda che ha come socio il Comune possa continuare ad inquinare (sì, anche la puzza è inquinamento) in questo modo gran parte della città. Godendo della autorizzazioni che la Provincia continua a rilasciare ad un impianto che - dati alla mano - non sembra in grado di svolgere la propria funzione nel rispetto delle regole: prima fra tutte quelle di non inondarci a piacimento di odori nauseabondi. (d.f.)

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