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Casalesi in carcere per le estorsioni in Versilia

Casalesi in carcere per le estorsioni in Versilia

Viareggio: confermata la custodia cautelare per due cinquantenni accusati di taglieggiare gli imprenditori

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VIAREGGIO. È stata confermata, dalla Corte di Cassazione, la custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa ed estorsione aggravata, ai danni di imprenditori casertani con attività in Versilia, nei confronti di due cinquantenni - Antonio Cerullo e il torrelaghese Maurizio Di Puorto - accusati di far parte del clan dei Casalesi, organizzazione per conto della quale venivano taglieggiate le vittime. Con la sentenza 268 della Sesta sezione penale, che ha respinto il ricorso di Cerullo e Di Puorto che chiedevano la scarcerazione e lamentavano la mancanza di indizi, la Suprema Corte ha confermato la solidità dell'inchiesta - condotta dalla Dia di Napoli e da quella di Firenze, insieme alla squadra mobile di Firenze e Caserta - che ha attestato la presenza dei casalesi anche in terra toscana, dopo che altre attività investigative avevano già registrato forti infiltrazioni nel Lazio e in Emilia Romagna. Lo scorso febbraio, per vari episodi di racket a Viareggio e Caserta, vennero eseguiti 23 arresti. Tra questi quelli di Cerullo, indicato come uomo di fiducia del capoclan, e di Di Puorto. I provvedimenti restrittivi sono stati confermati in seguito dal Tribunale del riesame di Napoli lo scorso marzo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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