Sicurezza
Stop agli affitti pagati in contanti
Dal 1º gennaio ammessi soltanto assegni, bonifici e carte per tutte le abitazioni. Comprese quelle date ai turisti
VIAREGGIO. La rivoluzione copernicana sul pagamento degli affitti è scattata da pochi giorni. Ma non tutti lo sanno. Dal 1º gennaio, infatti, è vietato usare i contanti per il versamento dei canoni di tutte le abitazioni. Comprese quelle date ai turisti.
Divieto anche sugli arretrati. Attenzione: il divieto vale per qualunque importo e per tutte le mensilità, comprese quelle arretrate (del 2013 o anche più indietro). Insomma: ammesso che siate fortunati e paghiate soltanto 50 euro al proprietario della vostra abitazione, oppure siete un padrone di casa particolarmente generoso e ne chiedete appena 100, il divieto vale anche per voi. Anche se si tratta di vecchie pendenze. Le uniche eccezioni previste sono le case popolari, mentre per negozi, uffici e capannoni c’è una soglia di 1.000 euro sotto cui si possono ancora usare le banconote.
Giro di vite contro l’evasione. Il provvedimento è stato inserito dal Governo nella legge di stabilità: in un primo momento sembrava che potesse essere cassato, ma poi è stato dato il via libera. L’obiettivo, ovvio, è di aumentare la cosiddetta tracciabilità del denaro, in modo da ridurre la possibilità di evasione fiscale da parte dei proprietari degli immobili. Quello che ha colpito, però, è l’indicazione di eliminare del tutto i contanti, quando in altri casi - vedi l’incasinatissimo provvedimento sullo stop all’uso delle banconote nei negozi - si prevede comunque una soglia minima.
Le case vacanza. Il divieto di utilizzo delle banconote vale per ogni tipo di abitazione, con l’esclusione delle case popolari. Sono comprese, insomma, le case vacanza per i turisti. E qui, come si suol dire, sorge un bel problema per la Versilia, dove - nonostante i continui controlli della Guardia di finanza - continua a resistere una forte percentuale di affitti estivi in nero. Viene da chiedersi, insomma, cosa accadrà da primavera in poi, quando torneranno - si spera - visitatori di ogni risma, e si troveranno di fronte padroni di casa magari poco inclini a rispettare la novità. A questo proposito, la norma parla espressamente di un obbligo valido per tutti gli inquilini, stranieri compresi. Che in genere, peraltro, preferiscono sempre usare le carte.
Come si paga. Il pagamento dell’affitto è ammesso da ora in poi solo con bonifici, assegni di ogni tipo, bancomat e carte di credito. In pratica, tutte le forme che siano individuabili nel loro percorso da chi dà a chi riceve. Un percorso che agli occhi del Fisco deve essere trasparente, in modo da contestare - se necessario - gli importi al proprietario che non ha intenzione di dichiararli.
I canoni per i non abitativi. Il discorso è un po’ diverso per uffici, negozi e capannoni. Qui il limite ai contanti vale solo sopra i 1.000 euro, che è la soglia prevista dalle norme sull’antiriciclaggio. È chiaro, però, che gli importi sono differenti rispetto alle abitazioni, e quindi difficilmente la norma potrà essere aggirata.
Le multe. È il punto meno chiaro di tutta la faccenda. Non sono indicate in maniera evidente, ma sembra che ogni violazione si debba fare riferimento alle norme sull’antiriciclaggio. Quindi il mancato rispetto dell’obbligo sui contanti può contare una multa che va dall’1 al 40% dell’importo trasferito. Insomma: per ogni 100 euro pagati in contanti al proprietario si rischiano multe fino a 40 euro.
@matteotuccini
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