Sicurezza
Flash mob contro festa davanti a casa Granaiola
La senatrice del Pd ha invitato una delegazione dei Cinque Stelle a un incontro Ma il Movimento non ha accettato. Gli amministratori locali? Non pervenuti
VIAREGGIO. «Andare a prenderli a casa? Si faceva novant’anni fa...»: sbotta così l’avvocato Giuseppe Dati, segretario della Federazione versiliese del Partito democratico, arrivato in piazza Dante per portare la solidarietà di tutto il Pd alla senatrice Manuela Granaiola, oggetto del flash mob organizzato dal Movimento Cinque stelle. In casa Granaiola anche Elisa Montaresi, segretaria comunale del Pd. Ma il resto del partito - va sottolineato - non si è fatto vedere. Non i consiglieri comunali, non gli assessori, di Viareggio come degli altri Comuni della Versilia. E tantomeno i sindaci. Che di parlamentari locali si occupano per lo più quando c’è da avanzare il fatidico “tocca a me”.
La senatrice al secondo mandato ha fatto quello che democrazia vuole: ha aperto la porta di casa. Tra dentro e fuori si è creato un contro-happening. Balneari, cittadini, conoscenti hanno parlato, tra di loro e con Granaiola, come capita sempre più raramente. Oggi che la politica è sempre più un appuntamento virtuale e si sa che davanti allo schermo del pc o del telefonino si è sempre più belli in ogni senso.
«Una manifestazione - così il commento di Giuseppe Dati - intimidatoria e stupida». Dove il secondo aggettivo è legato ai contenuti messi nero su bianco per motivare il flash mob: «Accusano Granaiola di non aver preso posizione contro la non costituzione di parte civile della Presidenza del consiglio dei ministri... Avrebbero potuto documentarsi: Manuela Granaiola ha preso posizione pubblicamente contro questa decisione, ha scritto al presidente del consiglio, Enrico Letta, e ha più volte sottolineato di essere al fianco dei familiari delle vittime della strage nella loro protesta per questa scelta». Tutto il resto - come cantava Califano - è noia. Gli esponenti del Movimento Cinque stelle si sono mossi dalla piazza di fronte alla stazione fino a casa della senatrice per cantare, strumenti musicali alla mano, la rivisitata canzone della Befana che hanno diffuso anche in Rete e che ha toni molto pesanti. All’invito ad entrare, con una delegazione, per un confronto con la parlamentare Pd la comitiva si è allontanata senza accettare l’incontro. «Peccato - commenta Granaiola -: avevo preparato un po’ di carte da mostrare loro sulle questioni che hanno sollevato...».
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