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Versilia

È ufficiale: l’assessore al sociale si è dimesso

È ufficiale: l’assessore al sociale si è dimesso

I motivi vanno ricercati nella scelta di lasciare Rifondazione, partito in cui militava da vent’anni

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VIAREGGIO. Di lui avversari e compagni di “avventura” nella Giunta Betti hanno detto, per questi brevi sei mesi, le stesse cose: competente, capace, lavoratore. Ma Roberto Rossetti, assessore al sociale, tema bollente della città e dell’amministrazione, ieri ha lasciato il Municipio e l’incarico. Dopo che, nelle scorse settimane, aveva deciso di uscire dal suo partito, Rifondazione comunista. Lo ha fatto con una lettere al sindaco e ai colleghi di Giunta, nella quale si legge: «Questa decisione è la naturale conseguenza della scelta di lasciare Rifondazione, partito che insieme al Pdci rappresentavo nell’amministrazione». Rossetti riassume il proprio dissenso nei confronti di Rifondazione: «Che dopo le ripetute sconfitte non si sia provveduto ad un ricambio complessivo del gruppo dirigente, ed anzi si dica che la crisi è dovuta al fatto che non si sia sufficientemente applicata la linea stabilita a livello nazionale, vuol dire non fare i conti con la realtà. Milito in Rifondazione da 20 anni e ho assistito in questi ultimi anni ad una vera e propria involuzione politica che non mi permette più di riconoscermi in questo partito». Rossetti lascia l’assessorato - spiega - «perché non fa parte del mio modo di essere, togliermi un casacca e mantenere una posizione ottenuta con quella casacca».

A Rossetti ha replicato il sindaco Betti: «Sono rammaricato per la scelta di Rossetti perché è una persona che godeva già della mia stima al momento della formazione della squadra di governo della città ed ha dimostrato, in questi mesi, che la scelta di chiamarlo a guidare un settore così strategico e delicato come quello del sociale era stata più che opportuna. In queste settimane, ho tentato più volte di convincere Roberto a cambiare idea, facendo appello al suo senso di responsabilità nei confronti della città: gli ho spiegato che se l'area politica cui lui faceva riferimento non poneva problemi di rappresentanza nella Giunta, il problema non sussisteva e lui poteva rimanere sereno al suo posto. A questo punto, però, di fronte a dimissioni formali ed irrevocabili, non posso che prenderne atto e manifestare a Roberto la mia stima per il rigore e la serietà intellettuale che, ancora una volta, ha dimostrato con questo suo gesto».

Il rientro dalle vacanze natalizie si fa, dunque, per il primo cittadino, tutto in salita. E già si parla di un più ampi rimpasto che toccherebbe anche assessori “eccellenti”.

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